Eventi
“Risonanza: l’armonia degli opposti” (foto concessa dall'ufficio stampa)
Una passeggiata tra chiese e palazzi del centro storico per scoprire le novità dell’arte contemporanea. È una piccola guida quella che vi proponiamo per assaporare le mille suggestioni di Art City evitando il rischio di perdersi tra gli oltre trecento eventi in programma. La città si trasforma in un museo diffuso a cielo aperto: i portici illuminati, le piazze animate e i musei aperti fino a tarda sera rendono la White Night di sabato un’occasione unica per riscoprire Bologna tra arte, architettura storica ed eventi immersivi. La luce delle stelle si mescola alle installazioni artistiche, mentre gli orari prolungati permettono di visitare spazi iconici come il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio o la Chiesa del Compianto, trasformando il centro storico in un percorso da seguire passo dopo passo.
Il primo itinerario che vi suggeriamo è proprio per sabato, il core di Art City, giornata con il maggior afflusso di pubblico. Lo scorso anno più di 26.000 visitatori hanno attraversato le vie e le piazze di Bologna. Quest'anno le mete saranno Piazza Cavour, Piazza Minghetti e naturalmente il cuore culturale della città, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, in Piazza Galvani, uno dei luoghi simbolo di Bologna. È qui, tra le celebri statue dei maestri anatomici che incorniciano l’aula e le balaustre lignee del XVII secolo, dove si respira la storia della medicina e della didattica pubblica, che parte il nostro viaggio. Nella sala delle autopsie prende vita “Rejoin”, di Alexandra Pirici, il cuore dello Special Program di questa edizione. L’artista romena trasforma il celebre teatro delle autopsie in uno spazio in cui il corpo torna a essere presenza viva e interconnessa: un’azione che intreccia movimento e scultura, mettendo in dialogo corpo, ambiente e memoria del luogo. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria.
In dieci minuti di cammino, attraversando il cuore della città, lungo Via dell’Indipendenza e via Marsala, ecco la seconda tappa: lo Spazio B5, accanto alla famosa finestrella del Canale Reno, uno dei punti più curiosi e fotografati della città. Qui si trova la mostra fotografica “Risonanza: l’armonia degli opposti” di Michele Levis. Un percorso composto da 47 scatti in bianco e nero che giocano con luci e ombre, esplorando il tema dell’acqua come presenza attiva e generativa di immagini e come metafora del continuo mutamento della realtà.
Il terzo passo è in una delle piazze più iconiche della città, Piazza Cavour dove “Unhuman”, mostra personale di Malisa Catalani, invita a interrogarsi sui confini tra umano e non umano. Immagini e installazioni che mettono in discussione identità, corpi e linguaggi in dialogo con lo spazio urbano. A due minuti da piazza Cavour c'è la mostra glamour e sensuale di Marco Glaviano a Palazzo Vassè, dedicata al fotografo italiano di fama internazionale, per i suoi scatti a cavallo del ’900. Ancora pochi passi, in Piazza Minghetti, a Palazzo De Toschi si trova “Miss America” che esplora temi di identità e rappresentazione, inserendosi perfettamente nel percorso urbano tra arte e storia della città.
In zona universitaria, all’ex Istituto di Zoologia, in via San Giacomo, “Pitch. Notes on vocal intonation” di Giulia Deval accompagna il pubblico in un percorso immersivo dedicato alla voce: installazioni sonore e dispositivi di ascolto scandiscono lo spazio, invitando a soffermarsi su intonazioni, vibrazioni e modulazioni vocali, in un dialogo costante tra corpo, suono e architettura. Per concludere la serata in centro, vale la pena di raggiungere in dieci minuti il Teatro San Leonardo, in via San Vitale per la mostra “ricAMARE – Il ricamo è un gesto d’amore”. Uno spettacolo che intreccia gesti, fili e racconti, trasformando il ricamo in un atto poetico e performativo, capace di unire memoria, creatività e intimità. Un modo delicato e coinvolgente per chiudere il percorso della White Night tra arte, suono e architettura.
Per la giornata di domenica, quando sarà più facile muoversi, ecco alcuni eventi sparsi in zone diverse della città che offrono una lettura originale di Bologna.
Si parte con una visita a “pubbliCITTÀ: GAP”, progetto di arte diffusa che ha per protagoniste le pensiline Tper. In Piazzale Medaglie d’Oro, di fronte alla Stazione Centrale, l’istallazione fotografica di Maria Paola Landini, che documenta il cantiere del tram come luogo di trasformazione urbana, riflettendo sul rapporto tra infrastrutture, lavoro, corpi e memoria.
Il percorso prosegue con il MAMbo, punto di riferimento dell’arte contemporanea, dove si possono visitare diverse mostre di Art City: da quella dedicata al poeta dell’underground newyorkese John Giorno a quella in memoria di Moreni, pittore italiano tra i più originali e irrequieti del secondo dopoguerra. Da non perdere anche “Screen Life” di Flavio de Marco, un focus sull’arte digitale e la relazione tra immagini, media e spettatore contemporaneo. La varietà delle opere permette di osservare come la tecnologia e il linguaggio visivo si intreccino nel contesto urbano, aprendo nuovi modi di vedere e interpretare lo spazio.
La terza tappa domenicale ci porta alla “Traumfabrik”, nello spazio espositivo di Lino’s Libera Tutti in via del Pratello. Qui l’arte incontra la storia e la vita del quartiere Pratello: l’installazione dialoga con l’architettura dello spazio, trasformando l’area in una "fabbrica dei sogni", un luogo di esperienza sensoriale e riflessione sul tempo, la memoria e le possibilità narrative delle opere.
All’ex Facoltà di Ingegneria, in viale Risorgimento 2, troviamo “Day Is Done” di Mike Kelley, un progetto realizzato appositamente per gli spazi dell’edificio. L’installazione combina materiali eterogenei, installazioni e narrazione, dialogando con le aule e i corridoi per creare un percorso immersivo tra presente e memoria collettiva. Lo spettatore è così invitato a riflettere su cultura pop, quotidianità e archeologia personale, sperimentando un’opera che non potrebbe esistere allo stesso modo in nessun altro luogo.
Per concludere il percorso di domenica, si può raggiungere il Laboratorio Didattico del Distretto Navile, dove Jenna Sutela presenta “nimiia cétiï”. Un’installazione audiovisiva immersiva che combina immagini microscopiche di microrganismi e suoni generati da reti neurali, creando un linguaggio alieno che esplora confini tra umano, macchina e natura. I visitatori diventano parte attiva dell’opera, interagendo con il movimento, i suoni e le immagini, mentre il progetto stimola riflessioni sul tempo, sull’intelligenza extraterrena e sulle possibilità future della vita e della comunicazione. Un modo suggestivo e poetico per chiudere la giornata con uno sguardo verso il futuro, tra innovazione digitale, biologia e sperimentazione artistica.
Naturalmente questo è solo un assaggio delle tantissime proposte di Art City, dove ogni angolo, piazza e museo di Bologna mostra aspetti inediti e diventa un’esperienza da vivere. Ognuno potrà inventarsi un proprio percorso o soltanto lasciarsi trasportare perdendosi per le vice della città, tra dipinti, istallazioni, sculture e performance. Con il fil rouge dell’arte contemporanea tra storia, e innovazione digitale, il percorso invita a guardare la città con occhi nuovi, tra passato, presente e futuro.