Celebrazioni

L'inaugurazione della targa celebrativa (foto Ludovica Addarii)

 

“La Regione più repubblicana d’Italia”. Così, è stata definita l’Emilia-Romagna grazie al voto di più di un milione e mezzo di donne e uomini corregionali che quel 2 giugno 1946 scelsero con il loro voto la sovranità popolare e e dissero no alla Monarchia. A distanza di 80 anni, è stata dedicata loro una targa commemorativa, svelata oggi da Michele de Pascale e collocata tra la sede della Giunta e quella dell’Assemblea legislativa, proprio per “custodire e trasmettere il significato di quella scelta alle nuove generazioni, perché la democrazia nasce dalle persone e si rafforza attraverso la partecipazione”, ha spiegato il presidente della Regione.

Se quel referendum contribuì a dare al nostro Paese una svolta democratica, grande parte del merito va all’Emilia-Romagna, la terra in cui il divario tra chi scelse la Repubblica (1.539.334 di voti) e chi optò per per la Monarchia (459.802) fu più netto, con uno scarto complessivo di 1.079.532. Questo è il risultato che oggi lo stesso de Pascale ha voluto evidenziare: «Essere stati la Regione che più nettamente scelse la Repubblica non significa rivendicare un primato, ma riconoscere una responsabilità, ossia continuare a promuovere partecipazione, coesione sociale e fiducia nelle istituzioni democratiche».

«Abbiamo scelto di celebrare l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica attraverso iniziative capaci di raccontare quella stagione straordinaria alle nuove generazioni e a tutta la comunità regionale – ha commentato Gessica Allegni, assessora regionale alla Cultura - Le prime pagine dei giornali, le testimonianze, le biografie delle donne che hanno contribuito all’emancipazione femminile ci ricordano che la Repubblica è il risultato di scelte coraggiose, di partecipazione popolare, di una diffusa volontà di riscatto civile e democratico dopo gli anni della guerra e della dittatura».

Ad accompagnare la targa in via Aldo Moro 50/52, infatti, anche un momento di approfondimento storico e culturale. Nella Sala polifunzionale Guido Fanti la storica Michela Ponzani ha tenuto la lectio magistralis sul tema “E ci prendemmo la Storia. Le ragazze che fecero la Repubblica”, dedicata al contributo femminile nella nascita della democrazia italiana e al significato del primo voto a suffragio universale.

Sono state poi aperte in giornata tre mostre: la prima, “L’Italia volta pagina”, ripercorre attraverso le prime pagine dei quotidiani dell’epoca il clima e le aspettative che accompagnarono il referendum del 1946; un secondo percorso espositivo, realizzato dall’Assemblea legislativa in collaborazione con il Comitato per le celebrazioni degli 80 anni del suffragio universale, racconta invece le storie di sette donne che hanno contribuito all’emancipazione femminile in Emilia-Romagna; e a completare il programma, la mostra “La Costituzione illustrata” dell’artista Ro Marcenaro.