2 giugno

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Il presidente dell'Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l'assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni (foto di Tommaso Sfregola)

 

Il 2 giugno del 1946 l’Emilia-Romagna giocò un ruolo fondamentale per il destino dell’Italia. I numeri – dice il presidente della Regione, Michele de Pascale – parlano da soli: «In questo territorio 1.539.334 scelsero la Repubblica, in molti comuni con preferenze oltre il 90%. A votare per la Monarchia furono 459.802. Il divario supera il milione ed è il più netto registrato a livello nazionale. L’Emilia-Romagna divenne così la regione più repubblicana d’Italia».

Per celebrare gli 80 anni della Repubblica e l’orgoglio emiliano-romagnolo, l’esito del referendum sarà inciso su una targa celebrativa che sarà inaugurata il 4 giugno, sotto il portico della sede della Regione di viale Aldo Moro. Non sarà l’unica iniziativa per festeggiare la ricorrenza. Quello stesso giorno, nella Sala polifunzionale Guido Fanti, la professoressa Michela Ponzani terrà una lectio magistralis dal titolo “E ci prendemmo la Storia. Le ragazze che fecero la Repubblica”, introdotta da una proiezione video che raccoglie testimonianze e memorie legate al referendum. All’esterno della sala Fanti, una mostra con le prime pagine dei quotidiani che all’epoca erano diffusi in Emilia-Romagna, come il “Corriere della Sera” e “il Resto del Carlino” e che hanno raccontato quelle storiche giornate del 1946.

Davanti all’aula consiliare sarà allestita una mostra dedicata a sette donne che hanno contribuito all’emancipazione femminile nella storia della Regione. Maurizio Fabbri, presidente dell’Assemblea legislativa, spiega che «queste donne sono state scelte da un comitato consultivo che si è occupato di organizzare il calendario delle celebrazioni». L’unione delle province italiane ha proposto Mirella Bartolotti, che nel ’56 divenne la prima donna assessora del Comune di Bologna. Unibo ha scelto Gina Fasoli, figura di spicco dell’Alma mater. L’università di Ferrara Laura Balbo, sociologa e parlamentare per due legislature, nonché ministra per le pari opportunità. La scelta dell’Università di Modena e Reggio è ricaduta invece su Angelina Levi, che fu scienziata e medico. Quella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza su Maria Sticco, educatrice e protagonista del cattolicesimo del ‘900. Il Centro italiano femminile ha selezionato invece Diana Franceschini, che fu partigiana. A unire tutte queste donne straordinarie, lo sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, è «Nilde Iotti, che fu partigiana, madre costituente, prima donna presidente della Camera e riferimento costante per tutte e tutti noi che abbiamo scelto la vita politica istituzionale».

Nell’atrio d’ingresso della Giunta regionale, invece, è stata esposta alla presenza dell’Ad Claudio Domenicali una Ducati V4 Tricolore, un modello celebrativo del Made in Italy e della collaborazione tra Regione e Ducati. «È un simbolo dell'eccellenza manifatturiera del Made in Italy, che ha anche un legame profondo col territorio», è il commento di de Pascale.