La storia

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«Siamo partiti dal nostro paese a inizio del mese -  racconta Rema - e in macchina abbiamo raggiunto l’aeroporto di Beirut dove un aereo ci ha portato in Italia. È stato un intervento chirurgico molto complesso che in Siria non era possibile eseguire. Il personale sanitario e gli ospedali sono distrutti, le condizioni di guerra sono tali che spesso non si riesce ad accedere alle cure. Nonostante le difficoltà e le complicazioni che abbiamo incontrato sulla nostra strada, l’obiettivo è rimasto sempre lo stesso: realizzare il sogno di salvare mio figlio. Una rinascita e una nuova nascita che effettivamente è avvenuta poche settimane dopo l’operazione. Grazie Italia».