caro carburanti

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso (foto Sofia Civenni)

 

«Per il nostro Stato il prezzo dei carburanti è cresciuto molto meno che negli altri paesi europei. Meno della metà rispetto a quanto successo in Germania, Francia e Spagna». Così Adolfo Urso, ministro delle imprese e del made in Italy, ha parlato del caro energia in un intervento a margine dell’inaugurazione di Cosmoprof in Fiera. Non ha negato che «se il conflitto dovesse continuare ancora per qualche settimana le conseguenze sull’approvvigionamento e sui costi dei carburanti, oltre che sul sistema economico produttivo e sull'inflazione del nostro continente, sarebbero gravi». Ma l’Italia ha reagito bene. «I nostri strumenti di monitoraggio, controllo e trasparenza, che abbiamo realizzato già nel 2023 con il decreto Trasparenza, sono stati più efficaci. Infatti gli altri paesi, a cominciare dalla Germania che proprio oggi credo abbia approvato dei provvedimenti per controllare la filiera del prezzo, stanno seguendo la strada che l'Italia ha intrapreso col governo di Giorgia Meloni», ha rivendicato. Parlando dei distributori che non hanno ridotto il prezzo del carburante, Urso ha detto che «nel momento in cui il governo ha deliberato anche il taglio delle accise, abbiamo consegnato alla Guardia di finanza l'elenco dettagliato di quei rifornitori su strada o in autostrada che non hanno ridotto in maniera adeguata prezzi come era il loro dovere».

A proposito delle dimissioni dei ministri nei giorni seguenti all’esito del referendum e riguardo ai tumulti nel Governo, il ministro ha detto che questo non rappresenta «assolutamente un problema». «Questo - ha sostenuto convinto - è un governo di legislatura che ha una salda maggioranza parlamentare che è stata consacrata dal voto degli elettori e ha il dovere di rispondere a queste aspettative come sta facendo con consapevolezza, responsabilità e determinazione». E poi ha aggiunto: «Hanno fatto bene i colleghi che hanno risposto alla richiesta della presidente del Consiglio. Ora dobbiamo mettere in atto i provvedimenti necessari per fronteggiare la situazione economica complessa dovuta al perdurare del conflitto in Medioriente».