Il bilancio
Il logo della fiera di Bologna (foto Ansa)
BolognaFiere chiude il bilancio 2025 con un fatturato che supera i 300 milioni di euro. Ricavi per 306,7 milioni di euro, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Un record nella sua storia, annunciato dal presidente Gianpiero Calzolari nel giorno di apertura di Cosmoprof. Per la prima volta il gruppo ha ottenuto anche una posizione finanziaria netta di 52,5 milioni di euro, il 20% in più del 2024. I numeri vanno oltre la performance economica. Sono stati 78 gli eventi organizzati dal gruppo, di cui oltre il 40% all’estero, in paesi come Usa, Cina, Tailandia, India e Polonia. L’area allestimenti e architecture con oltre 870.000 mq allestiti in Italia e all'estero, fino all’alla sede di BolognaFiere che ha ospitato 58 manifestazioni e 117 eventi tra congressi, spettacoli e incontri per un totale di 320 giornate di occupazione. Il 2025, per Bologna Fiere, è stato anche l'anno della presenza della finale di Coppa Davis che, insieme alle partite della Virtus, ha rafforzato l'impegno come sede di grandi eventi sportivi.
Il Cda ha deliberato la costruzione di un nuovo padiglione polifunzionale da oltre 10.000 posti al quartiere fieristico di Bologna, previsto per il 2026, sostenuta da un finanziamento da 134,5 milioni con scadenza al 2037. Calzolari, in un’intervista al Corriere, ha svelato l’elemento di successo. «Senz’altro è la reputazione internazionale. È la condizione per continuare a crescere. Bologna è una città snodo ma non è una capitale europea. Per essere accreditata a livello internazionale come una piazza commerciale, deve sembrare una vera e propria opportunità di business». Se si guarda a questo parametro, Bologna ha il primato su Milano e Rimini e si colloca sul gradino più alto del podio in Italia. Sempre secondo Calzolari, ci sono i presupposti per crescere ulteriormente. «Conti in ordine, sappiamo produrre cassa, la situazione economico-patrimoniale solida permette di programmare altri investimenti. È un ottimo momento per la Fiera, e anche per la città. Basti pensare agli effetti sull’indotto: non solo alberghi, ristoranti e negozi, ma anche le nuove competenze legate agli allestimenti e ai fornitori di servizi». Antonio Bruzzone, Ad di BolognaFiere, ha sottolineato che «la crescita costante del calendario fieristico e la progressiva diversificazione degli eventi ospitati nel quartiere evidenziano con chiarezza la stretta correlazione tra lo sviluppo delle attività di BolognaFiere e il valore generato per il territorio».