libertà
Da sinistra Francesca Pascale, Alessandro Cecchi Paone e Matteo Hallissey (foto di Paolo Pontivi)
«C’è ancora bisogno di chiedere a tutte le parti politiche, al di là delle ideologie e del partito di riferimento, di fare dei passi avanti sui diritti civili che mancano». È l’appello di Matteo Hallissey, neo presidente di +Europa, intervenuto ieri alla CostArena, insieme a Francesca Pascale e a Alessandro Cecchi Paone, a un dibattitto organizzato dagli Universitari Liberi dell’Alma Mater con al centro proprio i diritti civili e il loro stato di tutela in città e in Italia. «+Europa si impegnerà nei prossimi mesi con nuove proposte di legge che riguarderanno il matrimonio egualitario, il fine vita, la regolamentazione di sostanze come la cannabis. Tanti passi avanti che, come dicevo, ancora mancano in questo Paese. Non servono ideologie e lotte di partito, serve ascoltare la voce dei cittadini». Una voce che è amplificata anche da Alessandro Cecchi Paone, secondo cui «solo in Italia, purtroppo, c’è ancora bisogno, nel 2025, di fare un incontro sui diritti civili e di dare quelle che noi chiamiamo “istruzioni per l’uso”. Nel mondo liberale occidentale, indipendentemente da chi governa, i diritti civili e umani di fondo sono ampiamente garantiti. Pensiamo alla Spagna che da vent’anni ha il matrimonio egualitario con annessa adozione. Purtroppo noi, in Italia, abbiamo solo le unioni civili. Non abbiamo ancora la legge sull’eutanasia e, più in generale, tutto quello che serve per dire: siamo esseri liberi di determinare il nostro destino. Qui c’è ancora qualcuno, a destra nella politica e a destra nella chiesa, che vuole decidere per noi cosa fare. Nell’amore, con i figli, nella nascita e nella morte, nella malattia. Questo è intollerabile, perché ci costringe a essere una democrazia liberale dimezzata». Rilievi che uniscono anche diverse parti politiche e che dovrebbero portare a un’azione comune per assicurare una più ampia tutela possibile alle determinazioni dell’essere umano. «Non solo sono molto avvilita – ha detto Francesca Pascale, esponente di quell’ala della destra che la tutela dei diritti civili la considera essenziale e indispensabile – ma anche molto stanca di sentire questa litania obsoleta. Il rispetto per l’altro non può essere un tema politico, tantomeno divisivo».