giustizia
Nell'immagine, da sinistra: Ciro Cascone, Marilena Rizzo, Michele de Pascale, Matteo Lepore, Flavio Peccenini e Mauro Cellarosi (foto dal sito Emilia-Romagna)
Nasce in Emilia-Romagna un primo patto tra il mondo della giustizia, gli enti locali e gli Ordini professionali per migliorare la prevenzione dei crimini d’odio e per aiutare le vittime che li subiscono. Il protocollo d’intesa è stato firmato, nella sede della Regione, dal presidente Michele de Pascale, dalla presidente della Corte d’Appello di Bologna, Marilena Rizzo, dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dall’avvocato generale della Corte d’Appello, Ciro Cascone, in rappresentanza della Procura generale, dal presidente di Urcofer, Mauro Cellarosi, e dal presidente dell’Ordine degli avvocati, Flavio Peccenini. Una discussione tra le parti che è stata sollecitata da un’impennata di questo tipo di crimini, che negli ultimi dieci anni ha portato a 191 procedimenti penali con almeno un reato d’odio. Un altro campanello d’allarme è che sono spesso i più giovani a essere coinvolti, come autori dei delitti e come vittime, in questo tipo di crimine. Per combattere il fenomeno, l’obbiettivo da parte delle istituzioni è quello di avviare iniziative giuridiche, educative e istituzionali su tutto il territorio regionale: attività di formazione, sensibilizzazione e informazione rivolte a studentesse, studenti, docenti ed educatori; azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di odio anche online.
«Siamo consapevoli che è un percorso complesso ma sappiamo anche che non possiamo rimanere fermi davanti a questa ondata di violenza e odio», ha affermato Marilena Rizzo, che ha sottolineato: «Noi siamo senza portafoglio, ma anche senza budget possiamo fare delle cose». Dello stesso avviso sono tutte le parti in causa. «Saremo in prima fila, siamo anche disponibili a stanziare risorse», ha detto de Pascale. «Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta, questa azione interistituzionale deve avere sia una logica preventiva che di supporto alle vittime - ha sostenuto poi Lepore - La Regione ci da un milione di euro per Scuole Aperte e noi ne mettiamo altrettanti, faremo in modo che questi temi rientrino nel progetto».
Il Protocollo è ancora in fase embrionale. Il suo coordinamento e il suo monitoraggio saranno affidati ad una cabina di regia formata dai rappresentanti dei soggetti fondatori del protocollo, che però rimane aperto alle adesioni di altri enti locali, scuole, università e associazioni che condividano gli obbiettivi del progetto.