l'udienza

 L'ingresso del tribunale penale di Bologna (foto Giulia Goffredi)

 

Omicidio volontario pluriaggravato: è la nuova ipotesi di reato per la morte di Tania Bellinetti, la donna di 47 anni precipitata l’8 aprile 2025 dal balcone al terzo piano del suo appartamento di via Tolstoj in zona Barca, in periferia a Bologna. L’imputato, l’ex compagno della donna Faiez Selmi, 37enne tunisino, era finora in carcere accusato di omicidio preterintenzionale e maltrattamenti in famiglia, dopo che inizialmente era stato indagato per istigazione al suicidio.

Il pubblico ministero Luca Forte ha riformulato l’accusa durante l’udienza preliminare di questa mattina e ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario. Richiesta che è stata accolta dalla giudice dell’udienza preliminare Roberta Malavasi. La nuova udienza preliminare è fissata dunque per il 27 marzo.

Il trentottenne si trova in carcere dopo essere stato fermato il 23 luglio scorso in Francia, dove era fuggito dopo la morte di Bellinetti. Era stato eseguito un mandato d’arresto europeo che non riguardava la morte della donna, ma un’accusa di maltrattamenti ai danni della stessa. A dicembre 2024 era stata dunque emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’ex compagno.

Alla base della riformulazione del capo di imputazione c’è l’esito della consulenza cinematica dell’ingegnere Giuseppe Monfreda, che è stata depositata la scorsa settimana. Secondo il pm questa escluderebbe le ipotesi di un incidente o di un suicidio: il fatto sarebbe riconducibile a un’azione volontaria di Selmi.

Le aggravanti contestate sono quella di aver commesso l’omicidio in un contesto di maltrattamenti e di avere agito contro la persona con cui viveva e con cui aveva una relazione sentimentale.

Commentando la decisione del pm, l’avvocato Antonio Petroncini, legale della famiglia di Tania Bellinetti insieme alla collega Chiara Rinaldi, ha detto che «era quello che ritenevamo giusto fare». «Le prove di questo processo – aggiunge – indicano che la vittima è stata uccisa volontariamente dall’imputato, anche se sarà il processo a dimostrarlo. L’omicidio è avvenuto contestualmente a un comportamento maltrattante: Faiez l’ha maltrattata e perseguitata per anni ed è andato avanti a farlo nonostante processi e condanne pregresse. Ha continuato a trattarla come una cosa sua e alla fine l’ha uccisa». Ha poi sottolineato l’importanza della consulenza cinematica disposta dalla Procura. Inoltre, Chiara Rinaldi ha spiegato che «sotto un dito della vittima è stato rinvenuto il Dna dell’imputato, un nuovo elemento contro di lui».

Il difensore di Faiez, l’avvocato Roberto d’Errico, ha detto invece che l’accertamento svolto da Monfreda «è molto generico e non fornisce indicazioni specifiche, lascia aperta ogni possibile interpretazione. Ma questo è il contesto e ci difenderemo, avendo capito qual è il percorso che intendono intraprendere. Ora l’udienza riparte da capo».

Oltre ai familiari di Tania Bellinetti, presenti in aula, si sono costituite parti civili anche le associazioni contro la violenza sulle donne Udi e Sos Donna. Non può essere contestato il reato di femminicidio, introdotto a dicembre dello scorso anno, perché i fatti risalgono a pochi mesi prima della legge.