La protesta

I manifestanti di Piazza Verdi Collettiva interrompono l'evento (foto di Paolo Pontivi)

 

È finita a urla, schiaffi e pugni la presentazione in piazza Verdi delle iniziative culturali estive proposte e curate da Urban Co-Lab in sinergia con la presidenza del quartiere Santo Stefano e il Comune. Una ventina di esponenti del Cua e di "Piazza Verdi Collettiva" hanno interrotto il dibattito pacifico che si stava svolgendo davanti alla Scuderia per cercare soluzioni condivise al degrado e al rumore che spesso rende difficile la vita di chi abita in zona. I toni si sono alzati subito. Loris Folegatti, residente nella vicina via Petroni, stava filmando con il cellulare. Una ragazza ha cercato di strappargli il dispositivo di mano, si sono avvicinati altri due giovani, lui ha reagito con uno schiaffo ed è stato poi colpito al volto e a un occhio da un pugno.

Dopo l’aggressione a Folegatti, al grido di antifascismo e transfemminismo, i manifestanti hanno accerchiato il capogruppo in Comune della Lega Matteo Di Benedetto, impedendo lo svolgimento dell’evento, facendo alzare dalle sedie i partecipanti e occupando la piazza. «Era ed è un bellissimo progetto di riqualificazione della piazza - ha detto Di Benedetto - che ha visto la collaborazione di tutte le istituzioni. Eppure stasera un gruppo di fascisti, perché i fascisti sono loro, ci hanno assaltato, hanno preso a pugni una persona di un comitato, hanno bloccato l'evento, hanno fatto minacce, hanno gridato anche verso di me, accerchiandomi. Così agiscono i fascisti. Questi sono gruppi di squadristi che devono andare via dalla nostra città perché questa è violenza allo stato puro. Questo è tutto ciò che c'è di antidemocratico. Occupare abusivamente una piazza, toglierla a chi ha chiesto i permessi, minacciare, prendere a pugni, urlare in faccia alle persone in questo modo. Questi sono i fascisti oggi».

Eppure i residenti ancora sperano che piazza Verdi possa tornare a essere un luogo di incontro e di confronto pacifico. «Noi non abbiamo niente in contrario alla movida e al divertimento dei ragazzi - dice Giuseppe Sisti, presidente dell’"Associazione via Petroni e dintorni" - però quello che chiediamo è di essere riconosciuti in quanto tali, perché questo spazio è di tutti, è soprattutto degli studenti, ma è anche della gente che vive qui attorno. Quindi chiediamo solo rispetto reciproco. Non vogliamo passare delle notti con il suono incessante di tamburi e bonghi come succede spesso. E non vogliamo avere un rumore di origine antropica insopportabile. Vogliamo che ci sia quel minimo di dignità del luogo, perché è una piazza che merita un certo rispetto e noi siamo contenti delle iniziative e delle attività proposte. Ribadisco che abbiamo sempre pensato che questa sia una piazza principalmente dell'università, degli studenti. Ma anche dei residenti».