Musica
Claudio Lolli negli anni '70 (foto Ansa)
«Nacque un po’ per caso, con l’entusiasmo di quegli anni indimenticabili. Prima lo si suonò live e poi andammo in sala di registrazione». Danilo Tomasetta, storico musicista di Claudio Lolli, ha gli occhi lucidi. Si sta preparando al concerto evento del 7 aprile al Cinema Galliera. E sta tornando con la mente al 1976, quando il 7 aprile uscì “Ho visto anche degli zingari felici”, indimenticabile album del cantautore bolognese inserito da Rolling Stones nella classifica dei 100 dischi italiani migliori di sempre. «All'epoca - racconta Tomasetta - riuscimmo a unire allo stile di Lolli le nostre idee che provenivano più dal pop che dal classico cantautorato. È emozionante e quasi incredibile che dopo cinquant’anni ci ritroviamo qui a suonare quei brani unici». Sì perché proprio il prossimo martedì Tomasetta salirà sul palco insieme al bassista Roberto Costa, a Adriano Pedini, Marco Menna e Paolo Capodacqua per riproporre quelle famosi canzoni. Brani impegnati, particolarmente intensi nella elaborazione dei testi e dei temi, degli accordi e della melodia. L’impegno politico sempre in primo piano che Francesco Guccini, a confronto, sembra Claudio Baglioni.
Sul palco ci sarà anche Roberto Soldati, arrangiatore e musicista, che ricorda quegli anni anche lui con nostalgia. «Ero un grande appassionato di musica rock e blues. Suonavo in un gruppo di jazz fusion e proprio durante una di quelle serate conobbi Claudio. Decise di provare a cambiare completamente il suo stile e il suono dei suoi brani. Fino ad allora si era affidato ad arrangiatori piuttosto standard della Emi e voleva sperimentare altro. Ero un po’ scettico, trovarmi a lavorare su quel tipo di musica che non amavo per nulla. Claudio mi fece ascoltare dei suoi pezzi, ne rimasi molto colpito. Ci mettemmo al lavoro ed eccoci qui, ancora con gli Zingari Felici».