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Il tavolo della conferenza stampa (foto ufficio stampa)

 

Quattro incontri con premi Nobel e otto simposi, tutti introdotti da una breve dialogo con un sistema di IA, per saggiare in tempo reale dove finisce la conoscenza tecnologica e dove inizia la competenza umana. È questa la ricetta per affrontare insieme le sfide della “Nuova sanità”, il nuovo appuntamento del Festival della Scienza Medica, giunto alla sua undicesima edizione, che si terrà a Bologna da venerdì 15 a domenica 17 maggio. Promossa dalla Fondazione Carisbo, che ha dedicato quest’edizione al Professor Fabio Roversi Monaco, da poco scomparso, la rassegna che porterà sotto le Due Torri esperti di fama mondiale, è realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna e coinvolgerà gli spazi del Complesso universitario di Santa Lucia e dell’Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli. Tutti gli appuntamenti saranno ad accesso libero e gratuiti.

“Dalla prevenzione alla medicina di precisione”. È questo il sottotitolo del festival, che rivela i due temi che saranno al centro dei dibattiti. Da una parte, ci sarà spazio per discutere del ruolo fondamentale della prevenzione, con approfondimenti su ambiente, stili di vita e alimentazione come farmaci naturali per il contenimento delle patologie. Dall’altra, numerose occasioni per riflettere insieme su una delle più grandi sfide per il futuro: la medicina di precisione, che permetterà di realizzare trattamenti personalizzati. Grazie alle applicazioni della genetica e delle tecnologie più avanzate, infatti, oggi è possibile capire perché un farmaco funziona per una persona, mentre per un’altra no. Permettendo di puntare, già nei prossimi anni, a terapie individuali dove cura e prevenzione andranno di pari passo. Secondo l’insegnamento dellallora Magnifico Rettore. «Dedicare quest’edizione al Professor Fabio Roversi Monaco, che nel 2015 diede vita al festival con una visione lungimirante – commenta Patrizia Pasini, Presidente della Fondazione Carisbo – significa proseguire nel solco da lui tracciato per rendere accessibile un patrimonio di conoscenze, spiegando come la medicina di precisione e lo studio del DNA non siano concetti astratti, ma strumenti concreti che, partendo dalla prevenzione, cambieranno radicalmente la qualità della nostra vita e delle cure future».

 

Un’edizione precedente del Festival della Scienza Medica (foto ufficio stampa)

 

Sono tante le eccellenze della scienza mondiale che quest’edizione porterà in città. Tra questi, Gregg L. Semenza e Sir Peter John Ratcliffe (Nobel per la Medicina 2019), che con i loro studi sulla risposta delle cellule all’ossigeno hanno aperto la strada a farmaci innovativi per il trattamento del cancro, in particolare a livello renale, e di malattie cardiovascolari. A presentare gli sviluppi della microscopia ottica a fluorescenza a super risoluzione, tecnologie di imaging oggi potenziate dallIntelligenza Artificiale, sarà il fisico e chimico rumeno-tedesco Stefan Walter Hell (Nobel per la Chimica 2014), mentre lo scienziato svedese Svante Pääbo (Nobel per la Medicina 2022), fondatore della paleogenetica, illustrerà come il DNA ereditato dai Neanderthal influenzi ancora oggi la nostra salute, rappresentando sia fattori di rischio – come per le forme gravi di Covid-19 – che protezioni genetiche.

Gli incontri delle prime due giornate, venerdì 15 e sabato 16 maggio, si terranno presso l’Aula Magna e l’Aula Absidale di Santa Lucia. Domenica 17 maggio il festival si sposterà, invece, al Centro Congressi dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, dove a fine mattinata sarà possibile scoprire, grazie a una visita guidata, l’ala monumentale con la biblioteca storica.

 

Per maggiori informazioni: https://bolognamedicina.it/