mondo
Romano Prodi (foto Ansa)
«La divaricazione di intenti tra Stati Uniti e Israele è quasi incomprensibile. E nell’incertezza legata alla guerra diventa impossibile programmare investimenti economici. Il rischio è la crescita zero». Romano Prodi, economista e docente universitario, due volte presidente del Consiglio dei ministri ed ex presidente della Commissione europea, si esprime con riserbo sulla guerra in Iran, che da più di un mese tiene in sospeso le borse e l’economia del mondo intero. Di fronte alla possibile svolta data dalla tregua di due settimane e dai negoziati in Pakistan, non nasconde dubbi e perplessità anche per la strategia politica di Trump.
Prodi, come la vede questa guerra?
«Siamo nel pieno ancora delle tensioni, è difficile prevedere oggi come andrà a finire, ma c’è una situazione molto particolare. Trump sembra volere fare dispetti a tutti gli alleati. È in contrasto persino con Israele, una tensione che è quasi incomprensibile. C’è una tregua in corso con l’Iran, eppure Israele ne approfitta per bombardare Beirut in modo inconsueto e orribile».
E quindi?
«Questa divaricazione di intenti è ciò su cui possiamo riflettere più seriamente oggi. Stando così le cose, è difficile vedere quale sia la strategia finale di Trump. Credo che questo atteggiamento porterà solo i danni della guerra e inquietudine per il futuro».
Le due settimane di tregua saranno sufficienti a portare alla pace?
«È un interrogativo. Per ora le due parti sono ancora molto distanti e le differenze fortissime. Sarà vitale il ruolo della Cina. Non è casuale che la sede della discussione è in Pakistan, paese molto vicino alla Cina e in cui c’è anche una forte minoranza sciita. Qui l’interesse iraniano è molto spiccato».
Per quanto riguarda invece gli effetti del conflitto sull’Europa e sull’Italia nello specifico?
«Gli effetti li abbiamo già visti in parte. Un forte aumento del prezzo del petrolio e soprattutto una grande incertezza per l’imprevedibilità del futuro. Le conseguenze non sono soltanto sul prezzo della benzina, ma sul funzionamento generale dell’economia. Diventa impossibile programmare investimenti in questo caos. Spero che l’incertezza non duri troppo a lungo, l’economia europea è già ferita e si va verso lo sviluppo zero».