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Francesca Re David, segreteria generale Cgil (Foto Ansa)
«Bisognerebbe dire che le risposte concrete le sta dando chi ha investito in energie rinnovabili. In Spagna oggi l’energia costa molto meno proprio perché hanno investito sul rinnovabile». A dirlo, durante il convegno della Cgil “A due anni dalla strage di Suviana. Le nostre lotte per un lavoro sicuro”, la segretaria del sindacato, Francesca Re David, che è intervenuta sul valore delle rinnovabili in un contesto delicato e scosso da conflitti armati e crisi energetiche come quello odierno. Si è poi esposta anche sulle questioni geopolitiche e sulla guerra: «La situazione è drammatica. È un mondo in guerra in cui le vite umane non contano più niente. Né quando si parla di morti durante i conflitti né quando si parla di morti sul lavoro».
Dopo quaranta giorni di guerra, è sempre più evidente che ci troviamo nel bel mezzo di una crisi energetica globale. La dipendenza da petrolio e gas naturale ha pesato e peserà direttamente sulle tasche delle famiglie, a partire dal prezzo del carburante, alle stelle nonostante il (temporaneo) taglio delle accise. La chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran è stata la prova del limite strutturale di questa dipendenza e della necessità di puntare sull’energia rinnovabile. E adesso che lo stretto, dopo una temporanea riapertura – dovuta al cessate il fuoco tra Iran e Usa – è stato nuovamente chiuso in risposta ai pesanti bombardamenti di Israele su tutto il Libano, i mercati sono ancora sotto stress.