Il caso

Paolo Petrecca, direttore Rai Sport (foto Ansa)

 

La gaffe olimpica non costa la poltrona, ma lascia il segno. La conferma arriva dopo il confronto tra il direttore di Rai Sport, nominato lo scorso marzo, e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Ma una conseguenza concreta c’è: il direttore non commenterà la cerimonia di chiusura di Milano Cortina 2026. Tra i possibili sostituti Stefano Bizzotto, Alberto Rimedio e Alessandro Fabretti.

La figuraccia durante la telecronaca dell’inaugurazione olimpica, dunque, non è costata cara a Paolo Petrecca, che aveva inizialmente salutato da “Stadio Olimpico” prima di correggersi con San Siro. Successivamente, ha confuso personalità e protagonisti sul palco, come Matilda De Angelis con Mariah Carey. Nel corso del colloquio, il direttore si è scusato, ma ora gli viene chiesto di farlo in maniera concreta. In particolare, di assumersi la responsabilità pubblica, oltre a ricucire il rapporto ai minimi termini con la redazione al termine delle Olimpiadi invernali, e confrontarsi con Cdr (il Comitato di Redazione) e sindacati, le cui reazioni sono state molto dure.

In precedenza, la Rai si è rifiutata di mandare in onda un comunicato dell’Usigrai, critico nei confronti della telecronaca e delle responsabilità aziendali, con l’accusa da parte del sindacato di violazione contrattuale. Ciò ha scatenato le ire dei giornalisti. L’ad Rossi non chiede le dimissioni di Petrecca, anche se al momento si va verso lo sciopero delle firme, già in corso, in segno di protesta fino alla fine dei Giochi. Dal canto suo, il direttore di Rai Sport sostiene che ha dovuto, o forse voluto, sostituire il giornalista Auro Bulbarelli all’ultimo, e la gestione d’emergenza ha inciso sulla qualità della telecronaca in diretta nazionale. Ciò che ha lasciato perplessa l’azienda, però, è stata la performance non all’altezza.

Questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Perché la direzione di Petrecca è segnata da episodi controversi, come scelte editoriali considerate faziose, omissioni di notizie scomode per esponenti del governo, interventi del sindacato per imporre la messa in onda di servizi censurati e un clima interno descritto come soffocante per l’autonomia dei giornalisti. Il caso più grave? La diffusione di un titolo falso sull’“assoluzione” del sottosegretario Delmastro durante il caso Cospito, che ha portato a una massiccia sfiducia della redazione. Ma nonostante l’opposizione interna, Petrecca è stato promosso alla direzione di Rai Sport, dove ha replicato lo schema di nomine politicamente orientate e collezionato nuove sfiducie e scioperi.

Secondo Fratelli d’Italia, Petrecca sarebbe vittima di un attacco politico. La linea del partito guidato da Giorgia Meloni sostiene che «anche altri commettono errori, ma in questo caso si vuole colpire un direttore esposto». L’obiettivo dichiarato è quindi evitare che il caso degeneri in uno scontro nazionale. In ottica futura, si paventa un probabile cambio, ma questa non è la strategia attuale.