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Il cortile del Rettorati dell'Università di Bologna (foto UniBo)

 

All’Alma Mater di Bologna c’è il mondo. A confermarlo è l’aumento del 53 per cento di studenti internazionali rispetto a due anni fa. Stabile invece il numero degli immatricolati a 26.818 (erano 30 in meno un anno prima), tra lauree triennali, magistrali e a ciclo unico. Il rettore dell’Università, Giorgio Molari, ha commentato: «Ogni anno passano per il nostro Ateneo oltre quattromila studenti internazionali, ai quali si aggiungono altri quattromila Erasmus». Di tutti gli iscritti, il tredici per cento viene dall’estero, dimostrando ancora una volta l'attrattività di Unibo in Europa e nel mondo.

Crescono gli immatricolati nell’anno accademico 2025/2026 in arrivo dalla Polonia (52,3%), dalla Bulgaria (43,2%), dalla Francia (37,8%) e dall’Albania (17,6%). Ma le comunità più rappresentate e in grande crescita sono la Cina con 443 studenti; l’Iran con 133; il Camerun con 221; la Romania con 218; e la Turchia con 206. L’Alma Mater ha costruito negli anni la propria attrattività ma il boom di iscritti internazionali è dovuto anche all’attivazione di corsi in lingua. Ha spiegato Molari durante la conferenza stampa di questa mattina al Rettorato: «Ormai oltre il cinquanta per cento della nostra offerta formativa è in lingua straniera».

Se dall’estero ci sono solo buone notizie, sono calati gli iscritti da altre zone d’Italia, in particolare dalle regioni del Sud (-13, 8%). Le cause principali della flessione sono il calo demografico, l’aumento del costo della vita e il problema degli alloggi. E ha aggiunto Molari: «Noi non abbiamo mai fatto la corsa sul numero degli iscritti, questi sono i numeri che l’Università di Bologna può tenere».

Per quanto riguarda i diversi campus, il capoluogo emiliano-romagnolo resta stabile con una ventina di iscritti in meno, in aumento Cesena (3,5%), Ravenna (2,2%) e Forlì (3,2%), mentre a Rimini i numeri sono in calo a causa della chiusura di due corsi di laurea (-6,9%). Per il resto, ha concluso il rettore, c’è stato un calo nella percentuale di iscrizioni di studenti provenienti dai licei, stabili invece le immatricolazioni dai tecnici. Ancora buone notizie: calano gli abbandoni, del 2,6% negli ultimi quattro anni accademici, mentre il 58,6% di chi si laurea a Bologna è nato da genitori non laureati.