Città 30

Il caso bolognese del limite di velocità a 30 chilometri orari (foto Ansa)

 

A un giorno dalla conferenza del sindaco Matteo Lepore sul caso di Città 30, che continuerà nel solco del suo progetto di riqualifica urbana e di messa in sicurezza delle strade, le opposizioni, Fratelli d’Italia e Lega, tornano all’attacco con due esposti alla Corte dei Conti per accertare un possibile danno erariale. La Lega ha precisato il valore del danno, una cifra che potrebbe arrivare fino a 24 milioni di euro. Sul proseguimento di Città 30 e sul muro dell’opposizione abbiamo sentito l’avvocato Tommaso Rossi, legale dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada e della Fondazione Michele Scarponi.

Città 30 non si ferma, Lepore è pronto a dare una chiara risposta al Tar. Il suo commento sulla vicenda.

«Occorre specificare che il Tar nella sua sentenza non ha bocciato la validità della misura, i suoi fini, ma ha sindacato che nell’iter non c’era un’istruttoria che seguisse le regole della normativa. Una volta che il Comune ripresenterà l’iter amministrativo con i chiari paletti della sentenza, le ordinanze diverranno procedimenti vigenti come da programma. Città 30 resta la strada giusta per combattere le morti dovute a incidenti stradali».

Dopo ci saranno altri intoppi secondo lei?

«Un’istruttoria più aderente ai confini tracciati dal Tar servirà certamente a difendersi da contenziosi futuri».

La Lega ha fatto un esposto alla Corte dei Conti in cui definisce la disposizione del Comune un danno erariale. È fattibile tutto ciò?

«A mio avviso no. Non vedo un danno erariale, nulla che sia collegato al patrimonio pubblico. Qui si parla di costi in vite umane, e in questo senso c’è sicuramente una valutazione in attivo, non in passivo. Penso si tratti di un’iniziativa ideologica senza fondatezza».

Lepore ha inoltre annunciato fra qualche giorno la partenza della fase due di Città 30. Cosa ne pensa?

«È un’ottima cosa migliorare sempre di più, è un processo giusto e non può arrestarsi, il fine è talmente significativo che non ci si deve paralizzare in alcun modo».