emergenza casa
Bologna, Piazza Maggiore con vista torri
«Costruire un’alleanza strategica per l’abitare non è più una scelta ma una necessità, se vogliamo evitare che la casa diventi un privilegio per pochi». È un campanello d’allarme quello lanciato da Elena Molignoni, responsabile dell’osservatorio immobiliare di Nomisma, nell’ultimo report sull’emergenza abitativa che sta attraversando l’Italia e soprattutto i grandi centri abitati. Bologna peggio di tutte: l'aumento degli affitti è cresciuto del 24,6% negli ultimi cinque anni. Al punto che comprare o affittare un appartamento è sempre più oneroso e ora le imprese faticano a trovare personale a causa dei costi elevati delle case. Un fatto che ha conseguenze sull'economia generale. Nel capoluogo emiliano infatti per un affitto di un bilocale da 60 metri quadri servo in media 960 euro. Un dato che fra l'altro è dovuto anche al fatto che, secondo Nomisma in città ci sono 13mila abitazioni che i proprietari preferiscono tenere sfitte e che, messe sul mercato potrebbero alleggerire le difficoltà.
Una famiglia su sei è costretta a destinare oltre il 30% del proprio reddito alle spese per l’abitazione. Si tratta di una soglia considerata assolutamente critica dagli esperti. All’interno di questa fascia, circa 1,5 milioni di nuclei familiari si trovano in una condizione definita addirittura grave o acuta.
Secondo Nomisma, per invertire la rotta servono interventi strutturali. Tra le priorità individuate dalla società di consulenze fondata nel capoluogo emiliano, spicca il recupero di circa 4,5 milioni di immobili vuoti, che potrebbero rientrare sul mercato attraverso politiche di rigenerazione urbana. Sarebbe fondamentale anche il rafforzamento dell’edilizia residenziale, accompagnato dall’introduzione di canoni calmierati, ovvero prezzi massimi stabiliti dall’autorità pubblica, in grado di rispondere positivamente alla domanda delle fasce di reddito medio-basse. Dopodiché si affiancherebbero degli incentivi fiscali, finanziari e urbanistici per attrarre investitori privati e soggetti del terzo settore. L’obiettivo, dunque, è quello di aumentare sia il numero delle case sia contenere la crescita spropositata dei prezzi, che rischia di trasformare interi quartieri in zone inarrivabili economicamente per lavoratori, giovani e famiglie.
Il caro affitto, infatti, non è più un fenomeno isolato. I canoni crescono in media del 3,5% all’anno, con punte fino al 9,5% per gli studenti, in un contesto segnato da redditi in costante diminuzione e da un’offerta sempre più insufficiente. Per la prima volta, sottolinea il rapporto Nomisma, l’emergenza abitativa coinvolge anche le famiglie considerate “normali”, superando i confini della povertà estrema e diventando una vera questione sociale, oltre che economica.