Partiti
«Sono il sindaco che ha chiuso l'hub di via Mattei, non potrei mai essere favorevole al Cpr in città». Virginio Merola torna sulla querelle sulla sicurezza nel Partito Democratico, boccia l'ipotesi del presidente della Regione Michele de Pascale di aprire un nuovo Cpr a Bologna - «Quelli che ci sono già sono sottoutilizzati. Piuttosto bisogna aumentare i rimpatri» - e mette in guardia il governatore dell'Emilia Romagna sulle modalità con cui ha aperto al Viminale. «Lui e Lepore dovevano parlarsi prima, così presta il fianco agli attacchi della destra su Bologna», commenta Merola. Nel frattempo viale Aldo Moro cerca di spegnere le polemiche, con la terza persona utilizzata da De Pascale che dice tanto dei maldipancia interni al Pd. «Qualcuno ha detto che De Pascale ha fatto un assist a Piantedosi. Cerco solo di lavorare per risolvere i problemi», la reazione del presidente della Regione al sindaco Matteo Lepore («Finché ci sono io, a Bologna nessun Cpr») e all'ecumenico ma inequivocabile «siamo contrari alla gestione dell'accoglienza e della sicurezza di questo governo» calato direttamente da Elly Schlein.
Come commenta il botta e risposta fra Lepore e De Pascale?
«Durante il mio mandato ho insistito perché venisse chiuso quello in via Mattei, ed è stato chiuso. Penso che su questo tema non bisogna cadere nel bluff di Piantedosi. Attualmente in Italia ci sono 1500 posti nei Cpr e sono occupati al 40%. I veri temi sono due: restringere il loro utilizzo unicamente ai soggetti davvero pericolosi e affrontare in modo serio il tema delle espulsioni perché continuano a essere pochissime in Italia».
Quindi la ricetta del Pd per parlare di sicurezza dovrebbe prevedere più rimpatri?
«Se non funzionano le espulsioni i Cpr diventano qualcosa di simile a delle carceri e non dovrebbe essere quello il loro utilizzo. Stanno diventando delle soluzioni da offrire in modo demagogico all'opinione pubblica ma non risolvono il problema. Servono più rimpatri e serve limitare i Cpr ai soggetti davvero pericolosi. Se si vuole un confronto serio sul Cpr, si affronti il tema delle norme che ne regolano l'utilizzo».
E per quanto riguarda l'ipotesi di aprirne uno a Bologna? De Pascale ha aperto a questa possibilità ma Lepore sembra non volerne sapere
«Non capisco perché si sottolinea la necessità di un Cpr proprio a Bologna, quando sono sottoutilizzati a livello nazionale. Secondo me De Pascale da un lato fa bene a dire che dobbiamo confrontarci con il governo, però non può sottovalutare il fatto che c'è un attacco continuo sulla città di Bologna da parte della destra».
Sta dicendo che ha fatto un favore alla destra aprendo un altro fronte di scontro?
«In questo clima dove continua a esserci una polemica continua su quello che succede a Bologna sarebbe stato meglio che De Pascale e Lepore si fossero parlati prima».