Sicurezza
Michele de Pascale in Regione (foto di Giulia Carbone)
Michele de Pascale non si scoraggia di fronte alle critiche che gli sono piovute addosso dal Pd e dagli alleati di centrosinistra e rilancia: «Nulla di più odioso che avere irregolari che commettono reati e che non vengono espulsi. Lo stato si limita a rilasciare un foglio con l’ordine di lasciare l’Italia». Il presidente della Regione torna a parlare di Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) ai microfoni di Calibro 9, su Radio Cusano Campus e non sembra aver cambiato rotta nonostante la doccia fredda ricevuta ieri in Assemblea regionale. Quasi una replica, la sua alla stroncatura del Pd nazionale espressa da Igor Taruffi: «Non riteniamo necessaria la costruzione di nuovi Cpr».
Secondo l’ex sindaco di Ravenna, il sistema delle espulsioni deve cambiare approccio, ma soprattutto è ora che la sinistra si interessi del problema della sicurezza: «Con numeri cosi alti di persone senza permesso di soggiorno e poche espulsioni disponibili, bisogna essere selettivi e concentrare le risorse su soggetti socialmente pericolosi». Resta dunque aperto il tavolo delle trattative con il Governo sui Cpr, a patto però, sottolinea De Pascale, che la detenzione «riguardi solo chi rappresenta un pericolo per la comunità».
La posizione del governatore dell''Emilia-Romagna, però, resta isolata. Anche la vicesindaca di Bologna Emily Clancy questo pomeriggio è intervenuta in Consiglio Comunale per prendere le distanze: «Ci siamo espressi a più voci a tal proposito, primo tra tutti Lepore, siamo uniti su un giudizio comune: i Cpr sono luoghi inumani, strutture opache e costose». E alla richiesta di De Pascale di «discutere senza ideologie su sicurezza e immigrazione», Clancy ribatte: «Non è questione di ideologia ma di venticinque anni di battaglia civile che hanno messo in luce come questi luoghi producano marginalità e segregazione».
In serata è però arrivata anche una voce in appoggio al presidente della Regione. Salvatore Puzzo del piccolo partito liberal-democratico: «Appoggiamo la pozione di De Pascale, parlare di un Cpr in Emilia-Romagna non è blasfemo. Lepore e la sua giunta sono chiusi in un fortino e non sentono il problema della sicurezza».