La polemica
Dopo le polemiche si sposta all'Hotel Savoia Regency del Pilastro il convegno «Non c'è sicurezza senza giustizia» dove parleranno anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e quello della Giustizia Carlo Nordio. L'evento organizzato per sabato 21 febbraio dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia per promuovere il Sì al referendum di fine marzo era inizialmente previsto in Piazza XX settembre e, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, lo spostamento si sarebbe reso necessario per evitare contestazioni. Come sottolineato dal senatore di Fratelli d'Italia Marco Lisei, il clima intorno alla conferenza si era fatto troppo teso e sarebbe potuto sfociare in manifestazioni e polemiche, soprattutto in una zona centrale come quella della stazione. Sabato, al Savoia Regency, scenderanno in campo i grossi calibri del primo partito della coalizione di governo. Oltre agli interventi di Nordio e Piantedosi il programma prevede anche la presenza del capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e dell'omologo al Senato Lucio Malan.
La scorsa settimana si era acceso lo scontro politico dopo che il Pd aveva anticipato la presenza dei due ministri in città, informazione che il centrodestra riteneva "riservata" e per questo aveva deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica, ottenendo la replica piccata del segretario Pd Enrico Di Stasi: una strumentalizzazione propagandistica, la notizia era pubblica. Vari esponenti Dem bolognesi poi hanno criticato la decisione di portare nel capoluogo emiliano quelli che da più parti sono stati descritti come gli stati generali di Fratelli d'Italia in vista della volata referendaria.
«Bologna è al centro della campagna della destra – commenta Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico – lo conferma la sovrapposizione nel convegno di sabato fra i ruoli istituzionali e le iniziative di propaganda politica». Per De Maria la scelta di associare il referendum sulla separazione delle carriere al tema della sicurezza sarebbe strumentale e determinata solo dalla volontà di creare «polemica e divisione in una città dove le ragioni del No sono forti e radicate».