L'inchiesta

 

Screenshot di polvere di eroina venduta sul dark web (foto di Althea Fabbri)

 

 

 

 Screenshot del catalogo di sostanze stupefacenti vendute su un sito dark web (foto di Althea Fabbri)

 

Un chilo di foglie di cocaina a 250 dollari, otto sacchetti in polvere a 220 dollari l’uno, nella versione più costosa fino a 1.350 dollari, mentre un panetto di hashish va dai 90 ai 1.700 dollari al chilo. Tempo d’acquisto cronometrato? Cinque minuti, basta un clic comodamente seduti a casa propria, senza il bisogno di andare in piazza a rischiare una denuncia o di rimanere invischiati in episodi di violenza. È la compravendita di droghe on-line, veicolata dai siti che popolano il dark web e da canali di messaggistica istantanea, come Telegram e Whatsapp. Un fenomeno sempre più diffuso, secondo gli esperti. Un mercato che può contare su decine di siti nascosti, dove si può comprare in criptovalute la droga esattamente come qualsiasi prodotto su Amazon. 

Dopo il sequestro di due settimane fa al Marconi, quando la guardia di Finanza ha trovato due chili di hashish (nascosti in una bottiglietta di schiuma per pulire le auto), proveniente da un canale Telegram gestito dal Canada. InCronac@ ha cercato di capire come funziona il mercato dello spaccio sulla "rete oscura". Un mondo molto aggrovigliato e nascosto, creato per sfuggire ai controlli della polizia, una ragnatela più che una rete, anzi una serie di ragnatele che si intersecano e nelle quali è difficile districarsi.

Screenashot di foglie di cocaina vendute sul dark web (foto di Althea Fabbri)

Il jelly hashish sequestrato all'aeroporto di Bologna - una particolare forma di hashish dotata di un alto potenziale di Thc - intercettato dalla Guardia di Finanza in una bottiglietta di schiuma per auto, è l’ultima fase della filiera contemporanea della vendita di droghe. Si parte dall’acquisto on-line, la droga arriva poi sul mercato fisico senza bisogno, o quasi, di una rete di distribuzione, poiché per farla arrivare si sfruttano sistemi legali come quello postale. La merce si confonde, nascosta nei milioni di pacchi e container che varcano ogni giorno le frontiere internazionali. Lo fa grazie a un sistema di trasporti che predilige l’efficienza, anche a discapito dei controlli. La consegna finale avviene in locker - gli armadietti ad apertura automatica - presenti nei pressi di uffici postali, ma anche di supermercati o benzinai. In alternativa, la merce acquistata viene spedita in luoghi abbandonati o nei nascondigli più disparati, come i pacchi regalo consegnati dai corrieri.

Difficile, insomma, intercettare chi spaccia su Internet. Con l'aiuto degli esperti, però, siamo riusciti a trovare uno di questi siti che vende droghe, ma anche armi e materiale pornografico. Il catalogo delle sostanze stupefacenti che l’utente trova davanti a sé è vario, le inserzioni sono nell’ordine di un milione e 200mila: dalla cannabis alla marijuana, ma c’è anche dell’ecstasy, eroina e funghi allucinogeni. Chi vende eroina lo fa con tanto di inserzione pubblicitaria, si trova scritto “heroin” con le dita sulla polvere bianca che fa da sfondo. A fianco, le specifiche del prodotto come fosse un supermercato on-line, gli effetti psicotropi, gli ingredienti da cui origina e con cui è tagliata. 

                                                                                                                              

 Screenshot dell'inserzione di vendita di foglie di cocaina (foto di Althea Fabbri)

Guardando a monte della catena dell’approvvigionamento, gli esperti dicono che i siti da cui provengono le sostanze destinate alla vendita al dettaglio sono migliaia, con milioni di inserzioni l’uno. Il numero preciso è impossibile da quantificare poiché di norma sono segreti, protetti da sistemi che garantiscono l’anonimato. Compiono una o centinaia di transazioni, spesso in criptovalute, prima di essere chiusi e poi riaperti. È questa caratteristica a rendere così difficile per le autorità risalire a chi vi sta dietro. Se da un lato è possibile chiudere un canale Telegram, dall’altro lo spaccio si sposta di volta in volta su altri canali, costringendo così gli investigatori a una corsa senza fine, dove l’obiettivo si sposta sempre un po’ più in là. 

                                                              

Screenshot di otto sacchetti di cocaina (foto di Althea Fabbri)

Paolo dal Checco, perito informatico forense, iscritto all’albo nazionale dei periti presso il Tribunale di Torino descrive le caratteristiche dei più recenti mercati di stupefacenti: «Tutto ruota intorno all'anonimato, sia per il dark web che per i canali Telegram, anche se questo da un paio d'anni ha iniziato a collaborare con le autorità. Anche alcune criptomonete garantiscono un buon livello di anonimato, altre un po' meno, dipende da come le si usa. Il segreto di tutto il sistema è che il cliente non sa chi è il venditore e viceversa, c'è garanzia per entrambi. Chi vende, non vende solo droga, ma anche armi, materiale informatico illecito e sistemi di attacco informatico». Come sempre però l'affare deve arrivare su strada. Quello che consigliano di fare questi black market è di spedire la merce più nascosta possibile, magari in un pacco regalo, facendola consegnare a un appartamento vicino, come con la bottiglia di schiuma per auto. «Spesso - spiega il perito - la merce non è destinata all'acquirente finale ma si cerca un alloggio disabitato per far arrivare lì il pacco e si fa in modo di monitorare quando arriva il corriere. È chiaro che il nome del destinatario riportato non è l'acquirente».

 

Screenshot di un panetto di hashish (foto di Althea Fabbri)                                         

In sostanza, nell’ultimo decennio il mercato della droga on-line è cambiato, prima predominava la vendita attraverso il dark web, oggi le transazioni maggiori avvengono attraverso piattaforme come Telegram o Whatsapp, spesso pagando con criptovalute. Tutto il sistema garantisce alti livelli di anonimato, dalla vendita alla consegna. E le autorità sono alle prese con un grattacapo: capire chi tira le fila.

 Screenshot di una beretta M9A3 venduta sul dark web (foto di Althea Fabbri)