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Il logo di Italia Meteo (foto dal sito)

 

 

Il nuovo capitolo nella saga dei "braccio di ferro" fra Bologna e il governo nazionale riguarda l’Agenzia Italia Meteo. L’ente pubblico che si occupa di razionalizzare e organizzare i prodotti e i servizi meteorologici nel nostro Paese, ospitato al Tecnopolo, dovrebbe trasferirsi a Roma. «Temiamo sia solo un primo passo verso lo smantellamento dell’agenzia», commentano preoccupati il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente della Regione Michele de Pascale.

Non sono ancora chiare le motivazioni che possono aver spinto l’Esecutivo a decidere lo spostamento di Italia Meteo. L’ente è in città dal 2020 e intorno a esso nel tempo si sono aggiunte altre strutture per lavorare in sinergia. L’anno successivo è arrivato il data centre del Centro meteo europeo, esule da un Regno Unito ormai fuori dall’Unione, al lavoro su previsioni a lungo termine. Poi venne installato il supercomputer Leonardo, insieme ad altre infrastrutture di supercalcolo dedicate alla modellistica meteorologica. Stessa casa anche per il Cineca, il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici e il consiglio nazionale delle ricerche con l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima. Oggi si è in attesa dell’arrivo dell'Università Onu su big data e cambiamento climatico. «Spostare l’agenzia ora significherebbe creare un vuoto proprio nel momento in cui la crisi climatica richiede più integrazione, più capacità previsionale e più coordinamento - continuano Lepore e de Pascale - soprattutto in un Paese così duramente colpito da eventi climatici estremi come l’Italia». A preoccupare i due politici dem è anche il nuovo assetto in vigore da gennaio al vertice dell'agenzia, che esclude le Regioni dalla definizione delle linee strategiche e attribuisce gli indirizzi al Dipartimento nazionale di Protezione civile. Il 19 gennaio l'agenzia è infatti stata commissariata e posta sotto la direzione del capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano. Il trasferimento di Italia Meteo potrebbe essere il passo successivo nel generale processo di accentramento.

Quest'ultimo caso si aggiunge ai tanti temi su cui negli ultimi mesi si è assistito a scontri politici tra Bologna e Roma. Su sicurezza e Cpr, su Città 30, sugli accorpamenti scolastici, sul Passante, sul tram, sulla Garisenda. Ci sono stati persino sospetti di Fratelli d’Italia, subito smentiti, riguardo un possibile controllo del Pd sulla procura bolognese.