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corteo bologna 7 maggio

                                                                                                       Il corteo davanti alla Prefettura a Bologna (foto di Giulia Carbone)

In duecento oggi (giovedì 7 maggio) sono scesi in piazza a Bologna contro la riforma Valditara, ma anche contro i tagli all’istruzione e contro la guerra e la militarizzazione dell’Università. Studenti, docenti e organizzazioni sindacali si sono uniti in corteo in piazza Scaravilli, dopo una breve pausa in ateneo per chiedere un incontro al rettore Giovanni Molari che non ha voluto incontrarli, hanno raggiunto la Prefettura ma anche qui il Prefetto ha dichiarato un secco no a un potenziale confronto con gli studenti.

Lo sciopero, indetto in tutto il paese da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico impiego e Cub Sur, ha portato la protesta in piazza in cinquanta città italiane. In prima fila la rete nazionale degli istituti tecnici che la riforma del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara intende trasformare.

Il rinnovamento punta principalmente a rafforzare il collegamento tra la scuola e il mondo del lavoro introducendo il nuovo modello “4+2”: quattro anni di scuola superiore invece dei tradizionali cinque seguiti da due anni negli Its academy (gli istituti di alta formazione tecnica post-diploma). Secondo Valditara, il nuovo percorso dovrebbe favorire soprattutto i settori industriali e tecnologici che oggi faticano a trovare personale qualificato. Tra le novità ci sono anche più attività laboratoriali, più discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), la possibilità di coinvolgere professionisti del mondo imprenditoriale nella didattica ma anche l’aumento del monte ore per l’alternanza scuola lavoro che spinge a un’integrazione con le aziende molto più precoce (dai 15 anni).

Proprio su questo ultimo punto, i sindacati e il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e gli insegnanti, hanno lamentato una «subordinazione del sistema scolastico alle esigenze delle imprese». «Volete educare i quindicenni al lavoro gratuito e non tutelato», ha protestato un'insegnante oggi in corteo. Diversi i casi di cronaca nera che negli ultimi anni avevano già preoccupato l’opinione pubblica, tra i più noti quelli di Lorenzo Parelli (18 anni) morto nel gennaio 2022 a Udine schiacciato da una putrella nell’ultima giornata di stage e Giuseppe Lenoci (16 anni) che ha perso la vita nel febbraio 2022 in un incidente stradale mentre era a bordo di un furgone aziendale.

Durante il corteo, slogan e insulti rivolti al governo Meloni, con tanto di lancio di pomodori contro i fantocci dei ministri, e contestazioni all’Europa accusata di spendere troppi fondi nel riarmo e pochi nelle politiche sociali. Nella manifestazione anche bandiere in solidarietà della Palestina e di Cuba e qualcuno ha gridato: «Marco Rubio fuori dall’Italia» riferendosi alla visita in questi giorni del segretario di stato americano Marco Rubio in Vaticano.