Intervista

Giovanni Molari, il magnifico rettore dell'Alma Mater

 

«A Bologna deve essere rivisto l’intero sistema degli affitti. L’Università di Bologna sta facendo la sua parte, ma non basta». Lo ha detto Giovanni Molari, il rettore dell’Alma Mater, oggi ospite di InCronac@, la testata del Master in giornalismo. «Dal Battiferro al San Giuseppe Sposo in via Bellinzona, fino all’Osservanza a Imola, Unibo entro fine anno metterà a disposizione degli studenti tra 700 e 800 nuovi posti letto, che si aggiungono ai duemilacinquecento varati dall'inizio del mio mandato, per poi affidarli alla gestione di ErGo (l’azienda regionale per il diritto allo studio)», ha aggiunto il magnifico, che ha continuato: «Nel frattempo, stanno crescendo gli alloggi privati con costi molto alti, e sono convinto che sia assolutamente necessario aumentare il numero di studentati pubblici a prezzi controllati come i nostri per dare priorità agli studenti meritevoli ma privi di mezzi, secondo la misura nazionale».

Il tema dell’accesso agli studi universitari non si limita però al costo degli alloggi. Anche sul fronte delle borse di studio l’Università di Bologna ha dovuto risanare un buco di 2,5 milioni di euro, da destinare ai 930 studenti risultati idonei ma che di conseguenza ai tagli non potevano più esserne beneficiari. Secondo Molari il diritto allo studio rimane un tema centrale e complesso: «Proprio questa mattina sono stato in Regione e ho parlato con il presidente, Michele Paglia, e l’assessore alle Politiche abitative, lavoo e politiche giovanili, Giovanni Paglia per capire come possa essere gestito il problema nei prossimi anni. Il sistema delle contribuzioni studentesche è messo a rischio sia a causa della riduzione dei fondi, sia dal forte aumento di iscritti nella “No tax area”, in grandissima parte non nel nostro Ateneo. Bisogna chiedersi cosa sta succedendo in certi atenei della nostra regione, dove sussistono andamenti anomali. Infatti, mentre qui a Bologna i beneficiari di borse di studio aumentano del 2-3%, a Modena e a Parma crescono dal 25 al 40%».

 Un buon risultato ottenuto dall’Unibo in questi ultimi anni è sicuramente l’aumento del bilancio di Ateneo. «Se nel 2020 si aggirava intorno ai 650 milioni, a oggi siamo arrivati al miliardo. – specifica il rettore - Il merito va a piani straordinari e in parte alle risorse nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche se in parti diverse, quindi in questi anni c'è stato un forte aumento dell'investimento sull'università. Si può sempre migliorare e soprattutto bisogna far attenzione a non retrocedere».

Sulla scia del piano presentato dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, per la lotta al degrado nel centro cittadino, anche l’Alma Mater fa la sua parte: «Se girate in centro distinguerete i muri dell'università di Bologna dagli altri muri, perché i nostri sono puliti quotidianamente con un costo, con un impegno e con la convinzione che questa azione dispendiosa serva a dare l'esempio. Abbiamo un sistema che permette di pulire una parete ogni volta che viene sporcata entro 24 ore. Un impegno che comporta una spesa che va dai 120 ai 130 mila euro l’anno. Credo siano soldi che siamo costretti a buttare. Chi imbratta i muri non si rende conto che è un modo di esprimersi che danneggia tutti. Sono fortemente demoralizzato ma continuiamo a combattere questa battaglia».

Ma il punto di forza dell’Università di Bologna, e forse anche quello che ha segnato in questi ultimi anni di rettorato di Molari, è proprio l’aumento esponenziale dell’internazionalizzazione sotto tutte le sue prospettive. «I corsi in lingua inglese costituiscono ormai più del 50% dell’offerta formativa, mentre gli studenti internazionali sono il 13% sul totale dell’Ateneo (12-13mila). Tutto ciò avviene grazie al grande lavoro di internazionalizzazione che stiamo portando avanti, esportando un po’ di UniBo in tutto il mondo, rafforzando i legami con gli atenei all’estero. Parte del merito va anche all’Erasmus, il progetto per cui Bologna è prima in Europa, che coinvolge oltre quattromila studenti ogni anno».

Ludovica Addarii

L’intervista completa a Giovanni Molari uscirà nel prossimo numero del "Quindici", il periodico di InCronac@, il 23 aprile.