referendum
La scheda del referendum (foto Ansa)
La redazione di InCronac@, in vista del referendum, aveva raccolto dati e voci a Bologna nel tentativo di cogliere le intenzioni di voto dei cittadini in due minisondaggi, uno del 27 gennaio, l'altro del 3 marzo. In entrambi i casi, e nonostante la ristrettezza del campione, i risultati si erano rivelati molto vicini a quelli materializzati nelle urne, avendo predetto la vittoria del "No" a Bologna con percentuali quasi sovrapponibili a quelle definitive.
Per il secondo dei minisondaggi, quello di Paolo Tomasi del 3 di marzo, il “No”, a Bologna, era in nettissimo vantaggio sul “Sì”. L’83% di chi aveva già deciso di votare, stando al nostro campione di riferimento (cento persone nella zona di Piazza Maggiore), avrebbe barrato la casella per bloccare la riforma costituzionale, mentre solo il 14% avrebbe espresso un voto favorevole. Il 18% non aveva ancora una posizione chiara. Un risultato non preciso al millimetro, ma che dava l’idea di una tendenza che, puntualmente, si è concretizzata. Non l’83, ma il 68% degli elettori bolognesi ha infatti votato “No”.
Il precedente minisondaggio del 27 gennaio, a cura di Sofia Civenni, fotografava invece la tendenza in un momento in cui, anche per i sondaggi nazionali, il "No" era in difficoltà. Eppure, a Bologna, ancora con un campione di cento persone, la percentuale di cittadini per il "No" era già del 53%. 10% i favorevoli e ben 37% gli indecisi. Una statistica in evoluzione, evoluzione che è stata poi colta dal nostro sondaggio del 3 marzo, in cui emergeva che gli indecisi erano scesi al 18%.
Anche sul dato relativo alle fasce d’età, InCronac@ ci aveva preso. Secondo i dati raccolti con il minisondaggio del 3 marzo, tra chi ha meno di trent’anni il “No” era in netto vantaggio con una media di tre preferenze su quattro, mentre il “Sì” crollava al 4%. Effettivamente, la fascia 18-34 è stata tra quelle che più hanno pesato nel voto contrario alla riforma.
La fascia tra i 45 e i 60 anni, invece, secondo i nostri sondaggi era quella in cui più che nelle altre si parteggiava per il “Sì”, con il 19%. Anche in questo caso, stando ai dati nazionali, la raccolta delle “voci” in città si è rivelata corretta. Cinquantenni e sessantenni, guardando al panorama nazionale, sono stati infatti la fascia che più delle altre si è espressa favorevolmente.