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Il prefetto Enrico Ricci (foto di Tommaso Sfregola)

 

A Bologna e in provincia partono controlli a tappeto nei locali notturni e non solo. Pub e discoteche, ma anche bar e ristoranti, dovranno garantire il rispetto delle norme di sicurezza, in particolare quelle relative alla capienza massima e ai sistemi antincendio. È l’effetto Crans Montana: dopo il dolore e lo sgomento seguiti alla tragedia del Constellation, che ha causato la morte di 40 persone, tra le quali il sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, in città si corre ai ripari e ci si prepara a una stretta sulla sicurezza. Ad annunciarlo è stato Enrico Ricci, prefetto di Bologna, al termine del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza tenuto oggi alla presenza delle associazioni dei commercianti, di organizzazioni come l’Arci, dei Vigili del fuoco e del Comune di Bologna, rappresentato dalla vicesindaca Emily Clancy.

«Dopo ciò che è accaduto a Crans Montana – ha spiegato il prefetto – c’è l’esigenza di fare verifiche su tutta la provincia. Procederemo con una serie di controlli rivolti soprattutto a quelle attività che non sono soggette normativamente alle commissioni di vigilanza e si improvvisano come pubblico spettacolo. Valuteremo principalmente il rispetto della capienza dei locali e il rispetto di tutte le normative antincendio. Parto dall’idea che gran parte dei locali a Bologna siano a norma, ma andremo a verificare».

Palazzo d’Accursio si dice pienamente disponibile a collaborare con Prefettura e Questura per organizzare i controlli. «La maggior parte delle segnalazioni che ci arrivano – ha detto la vicesindaca Emily Clancy – riguarda conflitti tra frequentatori dei locali e residenti e, qualche volta, il fatto che venga servito alcool ai minorenni». Per Clancy sono importanti anche il dialogo e il confronto tra generazioni: «Vogliamo incontrare il comitato dei genitori. Dobbiamo approfittare dell’attenzione che si è creata tra i ragazzi sul tema della sicurezza negli spazi che frequentano».