Carcere

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                                                                                                          Cancello del istituto minorile Pratello (foto Ansa)

 

«Stiamo lavorando con il Dipartimento per portare un imam stabile al Pratello che possa occuparsi dei ragazzi di fede islamica». Lo ha dichiarato don Domenico Cambareri, cappellano dell’Istituto penale minorile Pietro Siciliani di via del Pratello, a margine di una conferenza stampa durante la quale è stata annunciata l’apertura di una nuova biblioteca all’interno dell’istituto. 

Nel suo ruolo di guida spirituale all’interno dell’istituto, il cappellano riconosce tra le nuove generazioni un crescente distacco dalle fedi tradizionali, in linea con il secolarismo del nostro tempo. Allo stesso tempo, però, lavorando quotidianamente con i giovani detenuti di altri paesi ha riscontrato anche segnali di «riavvicinamento alla fede». Da qui nasce il suo impegno a favorire la presenza di una figura religiosa di riferimento anche per i giovani di altre confessioni, a partire dai ragazzi di fede islamica presenti nell’istituto.

La presenza di imam nelle carceri italiane è in crescita negli ultimi anni per rispondere all’alto numero di detenuti musulmani, mirando a garantire la libertà di culto e contrastare la radicalizzazione. Tuttavia, si riscontra una carenza di figure accreditate dal Ministero dell’interno, che rimangono comunque in numero esiguo rispetto ai cappellani.

Esperienza pilota è quella del carcere minorile Beccaria di Milano a cui il Pratello di Bologna potrebbe fare seguito a breve. «Ci tengo a precisare che io come cappellano mi occupo di tutti a prescindere dal loro credo religioso ma riconosco un diritto garantito dalla Costituzione» ha concluso don Domenico.