sanità

Una corsia d'ospedale  (foto Ansa)

 

L’Emilia-Romagna rimane protagonista della mobilità sanitaria interregionale - questo quanto si deduce dall'ultimo report presentato ieri dalla Fondazione Gimbe, giunta al suo trentesimo anno di attività. Nel 2023, la regione ha registrato un saldo positivo di 564,9 milioni di euro, un aumento di 83,5 milioni rispetto al 2022. Insieme a Lombardia e Veneto, l'Emilia-Romagna concentra il 95,1% dell'attivo nazionale (94,1% nel 2022). Nonostante la Lombardia presenti il valore più elevato in termini assoluti (€ 645,8 milioni), l'Emilia-Romagna si distingue per la maggiore capacità attrattiva pro-capite d'Italia, con un saldo positivo di 127 euro per abitante. Inoltre, si colloca al primo posto a livello nazionale per il punteggio complessivo degli adempimenti dei Livelli essenziali di assistenza, con circa 285 punti.

A livello nazionale, il 78,2% del saldo sanitario passivo (i debiti contratti per curare i propri cittadini altrove) è a carico di regioni prevalentemente del Mezzogiorno, come Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, a cui si aggiunge il Lazio. Oltre 1 euro su 2 (il 54,5%) speso per cure fuori regione finisce nelle casse della sanità privata convenzionata, per un totale di quasi 2 miliardi di euro. In alcune regioni, come il Molise (90,2%) e la Lombardia (71,1%), la capacità attrattiva è quasi interamente trainata da strutture private.

La Fondazione, per voce del presidente Nino Cartabellotta, descrive la migrazione sanitaria come "sempre meno una scelta e sempre più una necessità", principalmente dovuta ad un'"offerta dei servizi non omogenea" nei territori di residenza. Avverte inoltre che "il divario reale tra le regioni" potrebbe essere "ancora più marcato", poiché i dati attuali riguardano "prevalentemente i ricoveri ospedalieri" e non tengono pienamente conto delle "diseguaglianze nell'assistenza territoriale e socio-sanitaria".

In un articolo di Wired lo scorso anno, l'Emilia-Romagna era la seconda destinazione sanitaria più popolare in Italia con il 17%, dietro alla Lombardia (22%). La Regione ha da tempo definito questa tendenza un ostacolo, in particolare il Presidente Michele De Pascale, che ha chiesto il rafforzamento dell'assistenza sanitaria nel Sud. Viale Aldo Moro aveva recentemente stipulato un patto con la Calabria lo scorso novembre per gestire e ridurre la migrazione sanitaria non necessaria.