Commercio

Saldi in Emilia-Romagna (foto Ansa)

 

Un dicembre sottotono, ma ora ci sono i saldi. «L’ultimo mese del 2025 è stato al di sotto delle aspettative, con un’attività merceologica in calo del 5-10%», lamenta Giancarlo Tonelli direttore generale di Confcommercio Ascom Bologna al Corriere di Bologna. «Dicembre vale circa il 20% del fatturato annuo, gennaio il 10%: se parte bene, può fare la differenza». Una partenza definita poi da Lorenzo Rossi, responsabile di Confesercenti Bologna, «in linea con le previsioni, ma piuttosto lenta».

 

Dureranno sessanta giorni, sono partiti il 3 gennaio e termineranno il 3 marzo. Il periodo dei saldi invernali è arrivato anche in Emilia-Romagna e porta con sé un giro d’affari che si prospetta ammontare a 410 milioni. Per i cittadini è prevista una spesa media di 145 euro ciascuno, leggermente superiore alla media nazionale di 137 euro, ma in linea con la maggiore capacità di spesa della regione. Secondo l’ufficio studi di Confcommercio regionale saranno 1,2 milioni le famiglie interessate e il valore d’acquisto per nucleo famigliare supererà i 320 euro.

Lo sconto medio finora è stato quello del -30%.

Ma quali sono gli articoli più acquistati? I settori maggiormente interessati sembrerebbero essere quelli di abbigliamento e calzature, con più di 4.800 attività presenti su tutto il territorio emiliano romagnolo. «Ora l’offerta è più ampia, i clienti hanno già visto prodotti interessanti e ne approfittano perché costano meno. Il saldo invernale è quello per eccellenza, perché si vendono capi più costosi come maglioni, felpe e giacche», spiega Tonelli.  

 

In questo scenario contemporaneo Confcommercio sottolinea, come già fatto in altre occasioni, l’importanza di un commercio locale. «Vogliamo ribadire l’importanza del commercio di vicinato – dichiara Tonelli – che non è solo convenienza, ma anche esperienza d’acquisto e relazione umana. Il commercio locale è un volano sociale oltre che economico per la nostra città».

«Il commercio di vicinato resta il punto di riferimento per qualità e fiducia. Ci aspettiamo una spinta positiva per i consumi delle famiglie emiliano-romagnole», ribadisce Pietro Fantini, direttore regionale Confcommercio Emilia-Romagna. Poi aggiunge: «Il saldo nel negozio di prossimità rappresenta una garanzia di trasparenza e convenienza reale, in un contesto economico ancora caratterizzato da una gestione attenta del budget familiare. I nostri dati indicano una spiccata propensione all’acquisto per capi di qualità, con un consumatore sempre più orientato alla sostenibilità e al servizio personalizzato che solo il commerciante di fiducia può offrire. Ci aspettiamo che questa stagione possa consolidare i segnali di ripresa del mercato interno, dando ossigeno a un settore che continua a investire sulla rigenerazione delle nostre città nonostante la concorrenza dell’online».