Vertenza

Il logo di ER.GO

 

«Ora De Pascale ci ascolti se vuole salvare ER.GO». È questo l’appello che l’assemblea dei lavoratori dell’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dell'Emilia Romagna ha rivolto al presidente della Regione oggi. La riunione di un centinaio dei dipendenti di ER.GO, convocata a pochi giorni dalle dimissioni del direttore Francesco Scarginella dal sindacato di base Sgb, ha votato all’unanimità per lo stato di agitazione. 

«La Regione ha avviato un processo di riorganizzazione dell’azienda senza una reale conoscenza della complessità delle funzioni della stessa e delle dinamiche lavorative interne». Questa è la principale critica dell’assemblea, che denuncia lo stato gestionale caotico in cui ER.GO si è trovata negli ultimi mesi. La fine del mandato della direttrice Patrizia Mondin, dopo due proroghe, è stata seguita dalla gestione ad interim di Roberto Ricci Mingani, prima dell’ingresso di Scarginella, rimasto in carica meno di cinque mesi. Ora si prospetta un nuovo periodo di direzione provvisoria. Le dimissioni sono state giustificate dall’interessato adducendo motivi personali, ma viene spontaneo collegarle alla difficile situazione dell’azienda per il diritto allo studio. Poche settimane fa era scoppiato il caso dei fondi mancanti per sostenere 500 borse di studio. Per la prima volta da decenni molti studenti ritenuti idonei a ricevere i sussidi non li avrebbero ottenuti. È intervenuta allora l’Università di Bologna con 2 milioni e mezzo di euro, coprendo di tasca propria una metà delle borse mancanti.

Anche il fronte studentati non splende. In una città colpita da una forte crisi abitativa che si riflette anche sulle immatricolazioni, in calo quelle di fuorisede da tutta Italia, dall'inizio dell’anno accademico 300 posti letto sono stati resi inaccessibili per lavori relativi alla sicurezza antincendio. «Avrebbero dovuto tornare disponibili da gennaio, come assicurato dall’assessore regionale Paglia, ma ancora non lo sono», denuncia Sgb, parlando del caso come di un ulteriore esempio di gestione scorretta.

Le richieste del sindacato alla Giunta regionale sono quattro: «Sospensione dei progetti ri-organizzativi calati dall'alto e maggiore consapevolezza delle differenze tra un ente di programmazione e un ente di gestione di servizi come è ER.GO, una dirigenza a tempo pieno e duratura, l’assunzione di 4 figure dirigenziali e 20 nuovi dipendenti, l’applicazione del nuovo contratto di lavoro nazionale».

Infine contrarietà a ogni progetto di dismissione o esternalizzazione di qualsiasi settore o attività aziendale.

Il sindacato ricorda poi cosa accadde in una situazione simile a questa negli anni ‘80-’90, la privatizzazione delle mense scolastiche. Il sospetto avanzato da Sgb in un post Facebook è questo: “se non ci sia chi abbia interesse a creare una situazione di paralisi e difficoltà gestionali dell’ente (ER.GO ndr) per arrivare a una nuova privatizzazione di alcuni settori come quelli legati agli studentati e ai servizi di accoglienza".