Commissariamento

Studenti fuori dalla scuola (foto Ansa)

 

L’Emilia-Romagna cambia la sua mappa scolastica. In provincia di Bologna sono stati approvati tre accorpamenti in vista del prossimo anno. Il primo coinvolge la direzione didattica di Zola Predosa, confluita nell’Istituto Comprensivo di Zola Predosa. L’Istituto di Rastignano è stato fuso con quello di Pianoro, mentre quello di Borgonuovo è stato accorpato a Sasso Marconi. Con queste modifiche, il capoluogo emiliano scende così a 108 autonomie scolastiche, un numero in calo rispetto agli anni precedenti.

La riorganizzazione è stata stabilita dal nuovo commissario ad acta Bruno Eupremio Di Palma, nominato per intervenire sul dimensionamento scolastico regionale. Il numero massimo di scuole autonome in Emilia-Romagna passerà dunque da 532 a 515, con sei circoli didattici e tre scuole medie autonome che verranno soppressi. Al loro posto ci saranno otto nuovi istituti comprensivi verticali, che uniscono due scuole tra loro. L’intervento è stato reso necessario a seguito del mancato rispetto della scadenza del 30 novembre 2025 per il sopracitato dimensionamento scolastico, rinviato o sospeso dalla Regione a partire dal 2024. L’obiettivo nazionale è ridurre le autonomie scolastiche per contenere i costi di gestione, mentre alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, hanno espresso contrarietà per ragioni territoriali e sociali. Ma il rispetto del Pnrr resta cruciale per il governo, poiché eventuali ritardi potrebbero comportare la perdita di finanziamenti.

Il provvedimento rappresenta un passaggio significativo nell’azione del governo sulla scuola in Emilia-Romagna. Tale decisione punta a eliminare sovrapposizioni all’interno degli stessi comuni e a concentrare le scuole sotto un’unica dirigenza. I criteri adottati per la riorganizzazione privilegiano, secondo Di Palma, la tutela delle aree montane e interne, la promozione degli istituti comprensivi verticali, la presenza di almeno un Cpia per provincia, ovvero i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, la riduzione delle scuole di dimensioni eccessive e l’accorpamento degli istituti presenti nello stesso comune.