Emergenza casa
Uno scatto del portico di Santissima Annunziata dopo lo sgombero delle tende (foto Tommaso Romanin)
«Fa effetto vedere il portico senza persone. Anche se magari non le incontreremo più, non le dimenticheremo». È questo il pensiero espresso da alcuni parrocchiani durante la messa tenutasi stamattina nella chiesa di Santissima Annunziata commentando lo sgombero dei senzatetto che per mesi hanno occupato l'area davanti al complesso religioso, all'inizio di via San Mamolo.
Dopo l’annuncio dell’assessora Matilde Madrid di 25 posti letto destinati agli occupanti, è iniziata l’opera di convincimento da parte dei servizi sociali. La scorsa settimana già 12 persone avevano accolto le proposte ricevute dagli uffici preposti per un trasferimento temporaneo nei dormitori municipali. Ieri mattina, quando la Polizia Locale è arrivata davanti al complesso religioso, erano rimasti sei senza tetto. Tre di questi hanno poi accettato la soluzione offerta. Dei restanti tre uno ci sta ancora pensando, gli altri due hanno scelto di spostarsi altrove.
«Gli operatori comunali e dell’Asp hanno un atteggiamento molto propositivo nei riguardi dei senza fissa dimora. Noi abbiamo cercato di mediare con i ragazzi, suggerendo loro di valutare le proposte dell'amministrazione», ha detto suor MariaChiara, della Fraternità di Nazareth, che si è sempre presa cura di loro insieme al parroco della Santissima Annunziata, don Carlo Bondioli.
Non tutti hanno detto sì all’offerta di lasciare (almeno per il momento) la vita di strada. Una scelta che per alcuni può essere difficile da comprendere, ma che non sorprende affatto la religiosa: «Nelle nostre mentalità è impensabile che uno possa non accettare un posto dove andare a dormire. Ma questo è un pregiudizio legato al nostro modo di vivere. Chi ha scelto di non spostarsi nei dormitori avrà le sue ragioni, fa parte anche della libertà delle persone».
A colpire piuttosto suor MariaChiara è la reazione della comunità parrocchiale al trasferimento dei senza fissa dimora. «Diverse persone venute in chiesa stamattina ci hanno espresso la loro tristezza. C’è chi ha detto: "Ma che cosa brutta vedere il portico senza queste persone. Sento già la loro mancanza"», ha raccontato.
Intanto, lo sgombero del portico di Santissima Annunziata è stato argomento di un acceso botta e risposta politico tra i rispettivi schieramenti. L'opposizione rivendica i propri meriti per il buon esito dell’operazione, ricordando le pressioni fatte nel corso dei mesi. Lucia Borgonzoni e Matteo Di Benedetto, della Lega, hanno rimarcato l'importanza di «mesi di segnalazioni e denunce pubbliche», che avrebbero sollecitato l'amministrazione a prendere dei provvedimenti. Francesco Sassone e Dalila Ansalone di Fratelli d'Italia hanno parlato, invece, di «vittoria dei cittadini».
Posizioni che la maggioranza ha commentato in modo netto. L’assessora Madrid ha definito le dichiarazioni dei partiti di destra come «chiacchiere di chi soffia sul fuoco delle tensioni sociali», ricordando che la marginalità spesso è frutto di modelli economici escludenti. Giorgia De Giacomi, consigliera comunale, è stata altrettanto dura. Secondo la rappresentante del Pd il governo avrebbe tagliato gli strumenti welfare e lasciato i Comuni soli a gestire le emergenze, definendo inoltre «irresponsabile» l'uso della marginalità come arma di propaganda.
«Non voglio neanche entrare in questa diatriba - dice suor Mariachiara - Mi sembra fuori luogo nel momento in cui passa in secondo piano il benessere delle persone coinvolte, cioè i senza tetto». Secondo la religiosa la storia del portico di Santissima Annunziata cela un problema ben più grave: quello dell'emergenza abitativa, causata dalle ragioni più disparate. Una dinamica che non riguarda solo Bologna e che è sempre più diffusa nella società di oggi. «Questa storia ci insegna che dobbiamo tutti essere più cittadini attivi e partecipativi. Ciascuno può fare la sua parte e prendersi le proprie responsabilità. Non ci si può solo lamentare e scaricare i nostri problemi su chi ci governa», ha concluso la suora.