Il Quindici

Una scena della serie tv (foto Ansa)

 

È un Guy Ritchie in gran forma, anche se non smagliante, quello di “Young Sherlock”, la nuova serie da 8 episodi disponibile su Prime Video. Il regista britannico, dietro la cinepresa solo nei primi due episodi, torna a raccontare le avventure di uno dei suoi personaggi più amati, dopo ormai quindici anni dal secondo film con protagonista Robert Downey Jr. E in effetti l’amore per il detective più famoso al mondo si sente tutto, nella scelta di cuore, più che di marketing, di raccontare le sue origini. Perché Sherlock Holmes – un bravo Hero Fiennes Tiffin, più del belloccio di “After – prima di diventare il perfetto e distaccato investigatore, lo immagina come un giovane combinaguai, inesperto e impulsivo, ma pur sempre un genio allo stato grezzo, capace di riavvolgere e rivisitare con precisione esatta i propri ricordi nelle sequenze più belle di tutta la serie. Ed ecco che in un mix di colori, ironia e azione in piena “salsa ritchiana”, con meno divagazioni di quelle che si potrebbero temere, la storia vede intersecarsi un complotto in cui è invischiato il Governo inglese con una tragedia che da tempo pesa sulla famiglia Holmes. Oltre al fratello maggiore Mycroft, già abile funzionario che lo tollera con affetto, intorno al ragazzo gravitano anche un padre assente, una madre rinchiusa in manicomio e lo spettro della sorellina morta che lo perseguita. Ma la vera intuizione è l’amicizia con James Moriarty – un magnetico Dónal Finn che ruba la scena – nata tra le aule di Oxford, dove Sherlock approda come umile inserviente. I due si aiutano, ma in ogni sorriso sghembo di Finn lo spettatore cerca il presagio del genio criminale, della nemesi che diverrà. La forza di “Young Sherlock” sta, insomma, più nei suoi personaggi e nella sapiente costruzione della tensione – gli episodi 5 e 6 su tutti – che in una trama sorprendente, soprattutto nel finale a tratti affrettato. Un intrattenimento leggero che non sfigura dopo il “mostro sacro” della Bbc.

 

La recensione è tratta dal n. 17 di Quindici del 9 aprile 2026