Musica

Da sinistra Fulvia de Colle, Dejan Bogdanovich, Rossella Fino e Annamaria Di Lauro (foto di Andrea Scordino)

 

Grandi musicisti di fama internazionale scenderanno dal palco per diventare per un giorno i maestri dei musicisti di domani. È questo l'intento della rassegna “Grandi Solisti Grandi Maestri” promossa dall’associazione "Inno alla Gioia" che, dopo il successo delle due edizioni precedenti, torna a Bologna dal 16 aprile al 18 dicembre 2026 con quattro serate di grande musica: da Bogdanovich ad Amedeo Salvato fino a Olaf Lanieri.

I concerti saranno solo la prima parte della rassegna pensata per i giovani: «L’ascolto dei musicisti sul palco serve per trasmettere la passione ai giovani, perché nei giorni a seguire si terranno le masterclass dove gli artisti saranno gli insegnanti dei nostri allievi», spiega emozionata, durante la conferenza di presentazione a Palazzo d’Accursio, la vice presidente della Scuola Inno alla Gioia, Annamaria Di Lauro.

«Un evento unico nel suo genere quello della rassegna - dice Rossella Fino, Settore Cultura e Creatività del Comune di Bologna – non a caso sono 20 anni che Bologna si qualifica come città della musica Unesco». La manifestazione racchiude il senso più profondo dell’iniziativa: «Questo è un nuovo tipo di formazione fatta in maniera diversa e aperta. Questo percorso educa alla musica in città ed Educa a incontrare».

Felice di poter prendere parte alla conferenza, anche il maestro e violinista classico Dejan Bogdanovićh, a cui è affidata la direzione artistica del festival: «Sono orgoglioso di realizzare questo prezioso progetto con i ragazzi e condividere i valori di umanità e dell’arte con loro. Sono anche molto contento che lo scopo del progetto, che avevo ideato diversi anni fa, sia rimasto lo stesso». Il ruolo della musica e di ogni forma d’arte si eleva quindi per riaccendere un sentimento di umanità, soprattutto in tempi di conflitti come quelli di oggi: «Ho potuto vedere personalmente – prosegue il maestro – che proprio negli stati in guerra, dove si sgretolava un tessuto sociale, le persone avevano fame di cultura. Ho scoperto che, nelle situazioni tragiche, la musica è cibo per l’anima». Secondo il direttore artistico un ruolo cruciale per la riuscita del festival è svolto dal programma: «Se questo è ben strutturato – sottolinea Bogdanovich - sa rendere il pubblico un fedele ascoltatore; lo dico sulla base della mia esperienza. Dopo tanti anni di ascolto il pubblico è in grado di discutere con il musicista sui brani in concerto».

Riunite sotto lo stesso ombrello per sponsorizzare il carattere didattico e artistico dell’evento anche l’associazione Musica Chioggia e la Fondazione Musica Insieme, rappresentata dalla direttrice artistica Fulvia de Colle, che in conferenza ha preso la parola: «Ricordo, da vecchia ex musicista in pensione, che le scuole di musica difficilmente comunicavano col il resto del mondo. Con questo festival invece si fa la differenza. Questo ascolto dei grandi artisti è impagabile perché si approfondisce la conoscenza di un linguaggio, dimenticando anche gli sforzi che si fanno durante le ore di studio. Riuscire a far crescere i ragazzi con un senso di empatia in un mondo dove vale la legge del più forte vale il prezzo dell'iniziativa».

La rassegna nasce quindi per unire l'eccellenza musicale alla vocazione didattica. Assente alla presentazione del festival la presidente dell’associazione Inno alla Gioia, Natalia Bracci, che però tramite un messaggio ha detto che «questa rassegna nasce per ispirare bambini e ragazzi, per emozionarli nell’ascolto di concerti con grandi artisti e offrire loro la possibilità di studiare con quegli stessi maestri nei giorni successivi».

La prima serata del festival si terrà giovedì 16 Aprile a Bologna alle 20.30 nella chiesa di Santa Cristina in piazzetta Morandi. Sul palco si esibirà Andrea Oliva, primo flauto nazionale di Santa Cecilia, in duo con Amedeo Salvato al pianoforte.