resistenza

Otello Dalla Casa (foto storica dal sito dell'Anpi)

 

È morto a 101 anni Otello Dalla Casa, l’ultimo bolognese sopravvissuto fra gli internati nel campo di Grünhain, in Germania, e poi insignito della medaglia d’oro al valore della Repubblica.

Nato a Medicina il 28 dicembre 1924, Dalla Casa fu soldato del 63esimo reggimento Fanteria. Fu catturato il 10 settembre 1943, due giorni dopo l’armistizio, e venne condotto nel campo di concentramento in Germania perché si rifiutò di arruolarsi nelle fila della repubblica di Salò. Qui rimase fino al luglio 1945.

«Testimoniò con la sua scelta di non arruolarsi nella Repubblica di Salò, mettendo a rischio la propria vita, che era possibile rifiutare la dittatura nazifascista. Per lui libertà e democrazia sono state le cifre distintive di una lunga vita», hanno commentato ricordandolo in una nota il presidente della Regione Michele De Pascale  e l’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni.

Dalla Casa è stato un testimone attivo della sua esperienza nel lager nazista. «Ha dedicato parte della sua vita a incontrare studentesse e studenti per raccontare, nell'ambito di progetti didattici di memoria storica, la sua esperienza. Il suo grande impegno resterà una guida per tutti noi», hanno aggiunto De Pascale e Allegni, esprimendo profonda gratitudine al suo esempio a nome di tutta la Giunta regionale. Anche il deputato Pd Andrea De Maria lo ha ricordato come «impegnato nella vita civile della nostra comunità, sempre fedele agli ideali di libertà e democrazia che ha difeso dal nazismo e dal fascismo».