urbanistica

Piazza Maggiore (foto Ansa)

«Dobbiamo mantenere la vivibilità del centro storico e dei suoi 53 mila abitanti. Con l’arrivo del tram libereremo spazi pubblici e ripenseremo il centro storico insieme ai cittadini, perché il nostro percorso parte proprio dai bolognesi, storicamente esigenti ma partecipativi e attenti al bene comune». Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha presentato così ieri all’Oratorio San Filippo Neri la sua strategia per la rivitalizzazione del centro storico, in occasione del convegno “Un piano per la cura della città”, organizzato dal “Corriere di Bologna” con la Fondazione del Monte. Il piano punta a migliorare decoro, pulizia, verde urbano e pavimentazioni storiche, coinvolgendo cittadini e istituzioni in interventi immediati e progetti a lungo termine, sia contro l’incuria cittadina e in favore di comportamenti e iniziative sostenibili.

La strategia rappresenta anche un’opportunità di rilancio per l’amministrazione Lepore: dopo i disagi dei cantieri e le critiche sui social network per le condizioni del centro storico, il piano porta sul tavolo iniziative immediate e programmabili concretamente nel futuro prossimo, anche in vista delle elezioni del 2027.  «Tutte queste iniziative fanno parte del nostro percorso verso un nuovo centro storico. Un primo pacchetto di misure che avranno ricadute già in queste settimane, mentre a maggio ne presenteremo altre sulla mobilità e sul commercio in centro», ha aggiunto il sindaco.

«Questo evento punta ad aumentare la collaborazione tra le istituzioni, mentre noi continueremo a investire risorse sulla cultura e sempre di più sui giovani», ha sottolineato Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione. Insieme al sindaco e a Stefanini, sono molti i protagonisti della società ed economia bolognese che hanno illustrato il loro apporto al piano. Il punto di partenza sarà l’emergenza abitativa, su cui «va fatta una grande alleanza, orientata verso uno sguardo a livello metropolitano». Sul tema sono intervenuti il rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari, che ha parlato di «distribuire gli alloggi degli studenti e investire sul trasporto pubblico», insieme a Valerio Veronesi, presidente della Camera di Commercio che, con l’aiuto delle banche sta «provando a risolvere il nodo degli alloggi per trattenere i giovani lavoratori in città».

Anche secondo Stefano Ottani, parroco di San Bartolomeo in Piazza Maggiore, «serve un progetto complessivo basato sui residenti e sulle famiglie che vivono ogni giorno gli spazi pubblici». Per Marcella Borghi Cavazza, presidente dell’Ordine degli architetti, serve maggiore senso civico dai residenti: «I cittadini vanno sensibilizzati: vedo più rispetto da parte dei turisti che dei bolognesi». «La politica da sola non basta, serve il supporto di società civile e istituzioni. È complicato pensare di andare avanti senza l’apporto del turismo e del settore terziario», ha aggiunto Enrico Postacchini, presidente dell’Ascom.