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Studenti in protesta sotto la sede di ErGo (foto Ansa)

 

L’università di Bologna ottiene altre risorse per finanziare le borse di studio regionali. Ai 2,5 milioni di euro aggiuntivi, già stanziati nelle settimane scorse, arrivano ora altri 300.000 euro messi a disposizione da sette fondazioni bancarie del territorio. Hanno risposto così all’appello del rettore Giovanni Molari per sostenere gli studenti idonei non beneficiari. Si tratta delle fondazioni Carisbo, Monte di Bologna e Ravenna, Cassa dei Risparmi di Forlì, Cassa di Risparmio di Cesena, Monte di Faenza, Cassa di Risparmio di Ravenna e Cassa di Risparmio di Rimini. Molari ha ringraziato le banche che hanno offerto il loro contributo, definendolo «un segnale forte e coeso di attenzione verso il diritto allo studio e verso le giovani generazioni». La situazione attuale «desta seria preoccupazione, non solo per le difficoltà immediate che possono incontrare le studentesse e gli studenti interessati, ma anche per le possibili ricadute sul piano dell'attrattività dei nostri territori. Negli anni hanno investito con convinzione nel rafforzamento del sistema universitario come leva di sviluppo culturale, sociale ed economico», ha detto il rettore.

L’Alma Mater contribuisce già ogni anno con risorse proprie per coprire il sistema regionale delle borse di studio, con circa 600.000 euro annui pari a oltre il 60% dei fondi stanziati complessivamente dagli atenei emiliano-romagnoli. A inizio marzo, in via straordinaria vista la mancata copertura al 100% degli idonei, l'Università di Bologna ha aggiunto lo stanziamento di 2,5 milioni di euro. In quell’occasione Molari aveva dichiarato che si trattava di un intervento straordinario. «Non è l'Università che deve pensare al piano per il futuro – aveva detto il rettore - lo dobbiamo fare insieme alla Regione. Questo è stato un intervento straordinario e mi auguro che resti tale, ma in questo momento non potevamo lasciare soli un migliaio di nostri studenti. Tra un anno ci saranno più fondi da parte del Ministero dati alle Regioni e mi auguro che questi fondi bastino a coprire tutte le borse dell'anno prossimo». La richiesta a ErGo è che questi fondi siano distribuiti tra tutti gli idonei non beneficiari, in modo che nessuno sia escluso e che tutti gli aventi diritto possano usufruire di un sostegno economico corrispondente a circa il 50% della borsa. Gli studenti rimasti senza borsa erano 930, di cui 580 internazionali. Ora si attende che ErGo sblocchi questi fondi, insieme al pagamento della prima rata della borsa per gli idonei già beneficiari.

Ancora non è invece chiaro il destino degli 1,7 milioni di euro che la Regione aveva accantonato per il semestre filtro di Medicina e che anche l'Alma Mater ha chiesto di destinare alle borse di studio di quest'anno. Un incontro tra l'assessore regionale Giovanni Paglia e gli atenei dell'Emilia-Romagna è dopo Pasqua.