Addio magnifico
Il ministro dell'interno Matteo Piantedosi in via Indipendenza all'uscita dai funerali (foto di Paolo Pontivi)
«Ricordiamo oggi un grande uomo che ha fatto grande non solo l'Università di Bologna, ma tutta la città». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai funerali di Fabio Roversi Monaco ricorda commosso i lunghi anni di conoscenza con il Magnifico, ed è la parola “grande” a ricorrere più spesso. «Ho avuto l'onore e il privilegio della sua amicizia fino all’ultimo. Io arrivai alla fine degli anni 80 a Bologna - ha detto Piantedosi - e mi chiedevo da giovane funzionario della prefettura, come mai qui a Bologna la figura del Rettore fosse così importante nel panorama istituzionale cittadino».
Ci mise poco Piantedosi a capire il perché. «Mi resi conto col tempo che questo prestigio era dovuto non tanto alla grandezza dell'Istituzione dell'università, ma alla grandezza di un uomo che aveva posto Bologna e l’Alma Mater al centro del mondo, mettendola in relazione a tutto il sistema culturale, intellettuale, e della ricerca scientifica internazionale. Lo ricorderò sempre con grande affetto». Ultimamente, ha ricordato il ministro, Roversi Monaco «mi regalò una copia del libro scritto da Luciano Nigro "Fabio il Magnifico" e mi fece una dedica bellissima che terrò sempre con molto affetto. Ci mancherà moltissimo. E spero che la sua visione, quello che ha dato a Bologna e agli universitari, sia tramandato nel futuro».