Addio Magnifico
Rettori da tutto il mondo in piazza Maggiore per la firma della Charta (foto dall'archivio storico di Unibo)
Libertà di organizzazione e indipendenza delle Università. Le sancisce il primissimo articolo della Magna charta universitatum, che recita: «Le Università, siano originate spontaneamente o costituite dai pubblici poteri, sono Istituzioni libere e autonome. Nel loro ambito l'insegnamento viene svolto come insegnamento critico nel costante dialogo dei docenti con gli studenti».
In occasione del nono centenario dell’Università di Bologna, fondata (convenzionalmente) nel 1088, nel capoluogo dell’Emilia-Romagna si incontrarono, su invito dell’allora rettore Fabio Roversi Monaco, quattrocentotrenta rettori di tutta Europa e di mezzo mondo. Era il 18 settembre 1988, data della firma della "costituzione" degli atenei di tutto il mondo che sancisce l’autonomia e la libertà dell’istituzione universitaria da ogni altro potere. La Charta che venne firmata allora dai rettori, schierati in piazza Maggiore alla presenza del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, è oggi sottoscritta da 975 università.
La proposta era stata avanzata due anni prima da Roversi Monaco e da Giuseppe Caputo, docente di Diritto canonico, coinvolgendo i rettori europei più importanti dell’epoca. Nell'orazione ufficiale il professor Caputo ribadì come valori di base della tradizione universitaria europea la libertà di ricerca, l'autonomia amministrativa e «l'indipendenza assoluta e orgogliosa dal Potere, da qualsiasi Potere».
A difesa dei principi dell’autonomia dello studio e della ricerca da poteri “altri”, è stato creato anche un Osservatorio della Magna charta universitatum, di cui è presidente il rettore dell’Università di Bologna in carica (oggi è Giovanni Molari). Fabio Roversi Monaco ne era presidente onorario, dopo essere stato il primo a ricoprire quel ruolo.
Oggi la Magna Charta ha assunto un ruolo di guida e bussola nella comunità accademica internazionale, per continuare ad affermare come la ricerca e l’attività didattica, oltre ogni frontiera geografica o politica, possano contribuire a produrre risultati significativi per la crescita culturale dei popoli.
Al Museo di Palazzo Poggi esiste oggi una sala dedicata alla Magna Charta, dove si trova una riproduzione del documento originale e dove è possibile guardare il filmato della cerimonia della firma.