Casa

Un cantiere finanziato dai fondi del Pnrr (foto Ansa)

 

Il Piano nazionale di ripresa e di resilienza, arrivato ormai alle battute finali, nel settore dell’edilizia ha portato un incremento significativo di lavoratori delle imprese che hanno usufruito dei fondi Pnrr. Nel 2017, in Regione, erano 12.600. Oggi sono 22.700, con un incremento di più di 10.000 addetti. Un comparto, quello dell’edilizia, che deve fronteggiare l’emergenza casa e il difficile rapporto tra la richiesta di manodopera e la necessità di soluzioni abitative. In Emilia-Romagna, per il settore delle costruzioni sono stati spesi 1,9 miliardi di euro, con 1.280 cantieri, il 62% avviati e conclusi. Le imprese coinvolte sono state 562, di cui il 54% con la sede nel territorio regionale. Un risultato raggiunto anche grazie alle misure interne come il Superbonus. 

Punto focale degli interventi stimolati e finanziati dal Pnrr è stato il programma “Sicuro, Verde e Sociale”, sostenuto dal fondo complementare, per il quale sono stati stanziati 123 milioni. Il termine dei lavori, inizialmente fissato al 31 marzo 2026, è stato prorogato al 31 dicembre e così si allunga "l’ultimo miglio” del Piano. Il progetto, finalizzato a dare una soluzione al problema del patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica attraverso un compendio di interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica, la resilienza e la sicurezza sismica, ha permesso di finanziare in Regione 58 interventi complessivi. A Bologna, l’importo assegnato totale si è attestato su poco già di 46 milioni, con 8 macro interventi che hanno coinvolto 279 alloggi. Secondo posto occupato da Ferrara, con 32 milioni, 18 interventi e 266 immobili. 

Altrettanto fondamentale è stato il “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare” (PinQuA), finanziato a livello nazionale con 2,82 miliardi che hanno permesso di selezionare proposte di edilizia residenziale sociale finalizzate a ridurre il disagio abitativo con particolare riferimento alle periferie. Gli interventi, attraverso la riqualificazione e l’incremento del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, ha riqualificato il tessuto socio-economico, con particolare attenzione all’accessibilità, alla sicurezza dei luoghi e alla rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, sempre in un ottica di miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini, senza consumo di nuovo suolo. In Regione, sono state presentate complessivamente 20 proposte, di cui 12 ammesse a finanziamento per un totale di 161,58 milioni di euro. A Bologna, in particolare, si è lavorato sul progetto “Fragile a chi? Piano per la gestione innovativa dell'abitare nell'Appennino Bolognese” e sul progetto "Borgonuovo. Abitare condiviso”, supportati entrambi da un finanziamento di 15 milioni. 

Collaterali a questi interventi è stato il “Progetto Housing Temporaneo”, ancora in corso di realizzazione, per cui sono stati stanziati, interamente dal Pnrr, 710 mila euro con lo scopo di ampliare i servizi di contrasto alla grave emarginazione adulta. In particolare si è cercato di dare una risposta chiara e precisa alle persone in attesa di ingresso nei programmi di edilizia pubblica, rendendo disponibili dei posti letto all’interno delle strutture di accoglienza ordinaria, mettendo al centro l’empowerment individuale e di comunità, assicurando al contempo un lavoro integrato dei servizi sociosanitari con le realtà attive sul territorio per dare effettiva implementazione al diritto all’abitare.