Il racconto

Stazione di servizio Spazio Conad Bologna, in via Gazzoni 4/2 (foto di Federico Mosca)

 

«Dallo scoppio della guerra in Iran ho già speso 50 euro in più». Nei distributori della provincia di Bologna, gli automobilisti si confrontano ogni giorno con il caro diesel, tra rassegnazione e piccoli accorgimenti per contenere le spese. InCronac@ ha raccolto alcune testimonianze alla stazione di servizio Spazio Conad Bologna, in via Gazzoni 4/2, per capire come l’aumento dei prezzi del carburante stia incidendo sulle tasche dei bolognesi.

C’è chi, come Luca R., non può rinunciare a un pieno a settimana per lavorare: «L’aumento del costo del carburante incide parecchio sulle mie spese. Ma sono costretto a usare la macchina. Lavoro in centro a Bologna come carpentiere e abito a 40 chilometri da qui, quindi per me è inevitabile. Spero che la situazione si risolva il prima possibile». Altri invece cercano di combinare lavoro e risparmio, come Giulia M., maestra d’asilo: «Faccio il giro della città per trovare il distributore meno costoso. Questo, al momento, è tra i più convenienti che ho trovato. Ho visto prezzi anche intorno a 1,97 euro a litro, quindi comunque alti. In generale cerco di usare poco la macchina quando posso, preferendo la bicicletta. La tengo in riserva, sperando che i prezzi calino».

Chi percorre lunghe distanze per studio o tirocinio affronta il problema quotidianamente, come Greta P., studentessa UniBo: «Vengo da Cervia e da circa un mese faccio avanti e indietro ogni giorno per il tirocinio. Ho valutato anche i mezzi pubblici, ma sarebbero troppo scomodi tra treno e autobus. Se vivessi a Bologna probabilmente userei di più la bici». Ma per qualcuna il problema resta strutturale, soprattutto fuori dal centro urbano. A dirlo la commessa Elisa T.: «Nella periferia i collegamenti non sono ancora sufficienti. Mi aspettavo qualcosa di più dal governo Meloni, così non si può andare avanti. Ormai spendo più in benzina che in alimenti».

Per altri, l’impatto del caro carburante è ancora contenuto, ma la preoccupazione rimane. Lo spiega il fotografo Alessandro B.: «Questa è la prima volta che faccio diesel da quando è iniziato l’aumento dei prezzi, quindi per ora non è ancora così evidente sulle mie finanze. Detto questo, non è solo una questione di accise. Il problema è più ampio e riguarda il supporto generale alla crescita economica del Paese». Tra chi cambia abitudini e chi non può farlo, il caro carburante continua a pesare sulle tasche dei cittadini bolognesi, costringendo molti automobilisti a fare i conti quotidiani tra necessità e rinunce.