Casa

Stefano Betti, presidente di Ance Emilia Area Centro (Foto Ansa)

 

«Siamo alla ricerca di nuove certezze - dice Stefano Betti, presidente Ance Emilia Area Centro - perché il Pnrr, con tutte le proroghe previste, ci abbandonerà tra quest’anno e il 2027». Eppure, le buone notizie per il settore delle costruzioni e della riqualificazione urbana in Regione ci sono. Si chiude un ciclo quinquennale con un valore aggiunto che è quasi del 9%, per un comparto che nel 2025 ha rappresentato il 5,2 del Pil regionale con un valore che ha superato i 10 miliardi di euro. Oggi al centro dell’attenzione ci sono l’implementazione degli accordi di partenariato pubblico-privato e l’emergenza casa nel territorio che deve anche fare i conti con il dissesto idrogeologico e con il paradosso che vede aziende che cercano personale e lavoratori che non trovano una sistemazione.

«Evidentemente - continua Betti - sul piano delle aspettative che abbiamo, un posto di primaria importanza lo occupano proprio la casa e la funzionalità complessiva della città. Bisogna parlare di piani casa, perché ce ne sono tanti che stanno emergendo in queste settimane sia a livello nazionale che locale. Dobbiamo tenere ben presente, tuttavia, che abbiamo un problema casa persistente a tutti i livelli. Ci sono criticità nel settore dell’edilizia residenziale pubblica che è una cosa ben diversa dall’edilizia residenziale sociale, su cui si deve lavorare con impegno e lungimiranza. C’è poi la questione degli studentati, soprattutto nelle città universitarie della Regione, e non da ultimo la situazione che vede i lavoratori alla ricerca di una soluzione abitativa che consenta di combinare il diritto al lavoro con quello alla casa. Tutte situazioni su cui l’Ance lavorerà nei prossimi mesi, rincorrendo l’ultimo miglio del Pnrr».