MONDO
Nell'immagine l'attivista iraniana, bolognese di adozione, Sohyla Arjmand a fianco di Virginio Merola (foto concessa da Virginio Merola)
Sohyla Arjmand, cittadina bolognese di origini iraniane, ha sporto querela per le offese ricevute sui social network, dopo che la sua ultima intervista pubblicata dal "Resto del Carlino" ha attirato numerosi commenti negativi e denigratori che l’hanno definita “terrorista” e “complice del regime”. Nel mirino la richiesta dell’attivista di un cessate il fuoco: «Nessuno vuole vedere il proprio paese distrutto», ha detto. La donna, da 45 anni è una delle voci più autorevoli in Italia contro il regime degli Ayatollah, sta ricevendo solidarietà da più parti della politica italiana che considerano paradossali gli insulti, dato il suo impegno per la democrazia.
I primi messaggi di supporto sono arrivati dall’area Pd. «Solidarietà e giustizia per Sohyla, cittadina bolognese che conosco e stimo per la sua attività contro il regime iraniano», ha affermato il deputato ed ex sindaco di Bologna Virginio Merola. «Mi auguro che la magistratura verifichi al più presto l’identità e le responsabilità di quanti la offendono, perché sia fatta giustizia e reso onore alla sua famiglia», ha concluso. Ha condannato l'aggressione social anche Andrea De Maria, deputato dem: «Tutta la mia vicinanza a Sohyla Arjmand, che si batte per la libertà del popolo iraniano. Auspico che i responsabili siano identificati e perseguiti».
Nell’intervista al "Carlino" Arjmand parlava della situazione critica del Paese e della sua famiglia all’alba della guerra iniziata da Trump e gli Stati Uniti. «Le mie due sorelle, mio fratello e i miei nipoti sono in Iran. Ho mandato loro un messaggio ieri mattina, appena saputo dei bombardamenti. Sono ore di grande preoccupazione», aveva dichiarato. Per l’attivista, questa situazione non è purtroppo nuova. Quando aveva 17 anni, nel 1978, l’Iran veniva travolto dalla rivoluzione islamica, la sua famiglia perseguitata, suo fratello ucciso e la sorella giustiziata mentre lei era a Bologna in viaggio. Da allora non è più tornata nel suo Paese natale.