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"La Quinta dimensione" dell'ospedale Sant'Orsola (foto Bimbo Tu)
Umanizzazione degli spazi, esperienze narrative e interattive e un nuovo sistema di illuminazione dinamica. Sono questi i tre pilastri su cui si fonda il progetto “La Quinta dimensione” presentato questa mattina (25 marzo) dall’associazione Bimbo Tu e dall’Università di Bologna che hanno unito l’eccellenza della terapia clinica d’avanguardia dell’Irccs Sant’Orsola alla progettazione di un nuovo reparto per rendere più umana e coinvolgente la permanenza in ospedale. Saranno circa settecento i piccoli pazienti dei reparti di Neurochirurgia e Neuropsichiatria pediatrica del policlinico cittadino che diventeranno protagonisti della nuova iniziativa (a supporto della quale è stata anche aperta una raccolta fondi che punta a raggiungere l’obiettivo di 400 mila euro) che, ha detto la direttrice generale del Sant’Orsola Chiara Gibertoni, «è un esempio virtuoso di come la collaborazione tra istituzioni sanitarie e realtà del territorio possa generare innovazione, anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, migliorando concretamente l’esperienza dei bambini e delle loro famiglie». Grazie alla sinergia con il Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater ci si è concentrati sul rinnovamento degli spazi dei reparti, spesso datati e poco accoglienti. Nuovi arredi, più colore alle pareti e animali guida magnetici consentono ai piccoli pazienti di percepire i corridori dell’ospedale come uno spazio meno freddo. E una nuova sala Multifunzionale con pareti mobili può trasformarsi in sala giochi, sala meeting e ambulatorio per i colloqui.
«Con questo intervento - ha detto Alessandro Arcidiacono, presidente di Bimbo Tu - vogliamo dare forma a un nuovo modo di vivere lo spazio ospedaliero: un ambiente che non resta sullo sfondo ma diventa parte attiva della cura, attraverso luci, animazioni e strumenti interrativi. Un modello che ci auspichiamo possa estendersi presto anche ad altri contesti ospedalieri». E poi l’uso intelligente della tecnologia che permette ai piccoli pazienti di ricevere una card personalizzata per interagire con un Avatar amico, una sorta di guida digitale che sulle pareti del reparto porta storie e occasioni di condivisione con gli altri bimbi ricoverati. «Questo è un chiaro esempio di come l’Alma Mater - ha detto Giovanni Molari, rettore dell’Università di Bologna - sappia assumersi la propria responsabilità sociale nel collaborare con il sistema sanitario e il territorio per generare valore a vantaggio della società e del bene comune». Un bene comune che tra le mura dell’ospedale passa anche attraverso un nuovo “progetto della luce”, un sistema di illuminazione dinamica che simula il ciclo solare naturale, così da supportare il ciclo biologico di tutte le persone coinvolte, riducendo lo stress e migliorando il comfort generale.
«Questo bellissimo intervento - ha concluso il presidente della Regione Michele de Pascale - dimostra ancora una volta una delle grandi qualità del nostro territorio: la capacità di mettersi insieme, ognuno per la propria parte, e realizzare un valore aggiunto per la comunità. Come Regione siamo e saremo sempre al fianco del mondo delle associazioni di volontariato in ambito ospedaliero, che svolgono un ruolo indispensabile accanto a quello fondamentale degli operatori sanitari».