istruzione
Bambine che giocano nel giardino della scuola "Cantalamessa" (foto di Federico Mosca)
Un investimento strutturale per cambiare il modo di fare scuola fin dalla prima infanzia. Nella giornata dedicata all'educazione all’aperto nella fascia 0-6 anni, l’assessora al Welfare della Regione Emilia-Romagna, Isabella Conti, annuncia un finanziamento da 350mila euro all'anno destinato ai comuni. In visita alla scuola “Cantalamessa”, a Bologna, Conti presenta anche le nuove linee guida adottate dall’Emilia-Romagna, la prima regione in Italia a realizzarle nel concreto. L’obiettivo è duplice: riqualificare i giardini scolastici e trasformarli in veri e propri “laboratori all’aperto”.
L’iniziativa proposta dalla Regione ha coinvolto oltre 800 strutture tra nidi e scuole dell’infanzia in tutta la regione. Per l’occasione, le attività educative tradizionali sono state sospese per lasciare spazio a esperienze all’aperto, con la partecipazione di migliaia di bambini e famiglie. Si tratta dunque di un passaggio che segna il superamento delle esperienze isolate, modificandole in un modello educativo sostenuto economicamente dall’Emilia-Romagna. Per l’assessora è anche «il risultato di un anno di lavoro condiviso con l’Università di Bologna e il sistema sanitario regionale». Poi aggiunge: «Non si tratta di un’attività accessoria ma di un elemento fondamentale per lo sviluppo emotivo e relazionale dei bambini, anche in risposta all’eccessiva esposizione al digitale». In quest’ottica, fare lezione fuori dai banchi non sarà più considerato un momento ricreativo, o uno sfogo, ma un ambiente di apprendimento a tutti gli effetti con benefici psico-fisici, in contrasto col digitale.
In merito alle linee guida, si è espresso anche l’assessore alla Scuola di Bologna, Daniele Ara: «Il punto è superare soprattutto i timori legati a condizioni come il freddo, il fango o piccoli infortuni come le cadute, valorizzando al contrario i benefici in termini di sviluppo neuro-motorio e relazionale». Infine, tra i principi cardine figurano la concezione della sicurezza come opportunità educativa e l’utilizzo di materiali naturali e di recupero, come la terra. Questo piano si ispira così a un approccio integrato tra salute umana e ambientale, e coinvolgerà non solo il personale educativo, ma anche famiglie, tecnici e progettisti. Tutti uniti sotto un’unica bandiera, quella dei bambini.