Il quindici
La copertina del fumetto
“Il male. Sempre lo stesso. Il serpente che non muore”. Zerocalcare ci ha abituati nei suoi fumetti a rappresentare con animali personaggi o concetti, come nelle favole più classiche. La sua coscienza è un armadillo, capace di chiudersi a palla e resistere agli urti. Il serpente invece sono i movimenti neonazisti europei, furtivi, letali e il loro nido è Budapest. Nel suo sedicesimo volume a fumetti “Nel nido dei serpenti”, sempre per Bao Publishing, l’autore romano racconta i fatti e i retroscena del Budapest-Komplex, tra attentati, processi e silenzi. Nei giorni intorno all’11 febbraio 2023, nella capitale ungherese ci furono diversi scontri e pestaggi durante il Giorno dell’Onore. Le pene discusse dai tribunali ungheresi per i manifestanti antifa erano spropositate, l’italiana Ilaria Salis rischiò 16 anni di carcere per un reato che in Italia va raramente oltre alcuni mesi. Si salvò grazie all’elezione a europarlamentare, ma altri non furono così fortunati.
La storia si concentra soprattutto sulla vicenda di Maja T, abitante della ex Germania Est estradata a tradimento in Ungheria il 27 giugno 2023, dove attende ancora oggi un processo “farsa”. Zero accende un faro sulla storia di Maja, perché non venga dimenticata nel buio, e ricostruisce un contesto preoccupante: la vicinanza di alcuni governi, partiti e forze dell’ordine ai gruppi della destra più estrema, intollerante e intollerabile, una rete di movimenti razzisti e xenofobi che attraversa tutta l’Europa. La foto di un continente che troppo spesso sembra aver archiviato il proprio passato recente. Lo fa con i suoi soliti modi, alleggerendo con ironia ma senza usare mezzi termini, anticipando le domande o le obiezioni del lettore e passandole al setaccio con la propria etica. Il messaggio alla fine arriva chiaro: “se ognuno di noi desse un poco, forse in pochi non dovrebbero dare tutto”.
Originariamente pubblicato sul Quindici n.15 del 12 marzo 2026.