L'oltraggio
Il graffito (foto concessa da Andrea De Maria, deputato PD)
“Viva le Br”. La scritta apparsa il 16 marzo su un muro di via Pietralata, zona Pratello, inneggia alle Brigate Rosse proprio nel giorno che ricorda l’azione più violenta del gruppo terroristico di estrema sinistra, il rapimento nel 1978 di Aldo Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, e la strage della sua scorta. L'oltraggio avviene anche nell'imminenza del ricordo della morte di Marco Biagi, il giuslavorista bolognese ucciso il 19 marzo 2002 sotto casa, in via Valdonica, dalle Nuove Brigate Rosse.
Il graffito è stato segnalato tra gli altri da Andrea De Maria, deputato del Pd, che ha condiviso la foto sui suoi canali social parlando di un episodio da non sottovalutare. Tutte le forze politiche hanno condannato la scritta. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha parlato di «clima preoccupante e di odio che va condannato con forza», mentre Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia, ha definito le scritte «vergognose, che offendono non solo la memoria delle vittime ma anche quella di tutto il Paese». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Matteo Di Benedetto: «La scritta “Viva le Br” è un messaggio che esalta il terrorismo delle Brigate Rosse, proprio mentre il Paese ricorda una delle stagioni più tragiche della sua storia. Chi inneggia al terrorismo attacca i valori democratici su cui si fonda la Repubblica». Pure la sinistra cittadina ha commentato l’episodio. Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd di Bologna, ha espresso la propria preoccupazione, invitando a non liquidare l’episodio come una semplice bravata. «Un gesto grave e inaccettabile che arriva nel giorno dell’anniversario del rapimento di Aldo Moro e a pochi giorni dal ricordo di Marco Biagi, assassinato a Bologna dalle Nuove Brigate Rosse. Una città che porta anche la ferita della strage del 2 agosto 1980 non può tollerare provocazioni indegne di questo tipo». Ha concluso poi dicendo: «È un’offesa alla memoria delle vittime del terrorismo e alla storia democratica del nostro Paese».