commemorazione
La vicesindaca Emily Clancy contestata davanti alla targa che ricorda Francesco Lorusso ucciso l'11 marzo 1977 (foto di Giulia Carbone)
«Francesco era un rivoluzionario, oggi gli sputereste addosso». Ha urlato così uno dei ragazzi del Cua (Collettivo universitario autonomo) alla vicesindaca Emily Clancy che questa mattina si è recata in via Mascarella 37, insieme ad alcuni esponenti di Coalizione civica, per rendere omaggio a Francesco Lorusso con un mazzo di fiori nell'anniversario della sua morte. Ancora una volta il ricordo per lo studente di Lotta Continua, ucciso da un carabiniere durante una manifestazione l’11 marzo 1977, riaccende le polemiche tra la vecchia guardia militante e l’amministrazione comunale. L’omicidio dette origine a gravi scontri nei giorni immediatamente successivi e fu uno degli episodi che segnò la scissione tra sinistra storica e sinistra extra parlamentare.
Al 49° anniversario della morte di Francesco Lorusso la rabbia non si placa. Durante la commemorazione le tensioni sono tornate a farsi sentire e il tentativo della vicesindaca Clancy di deporre un mazzo di fiori sotto la targa dedicata a Lorusso è stato ostacolato, come già era successo altre volte, compreso l'anno scorso. Dal Cua è arrivato il monito: «Nessuna memoria condivisa». Non sono mancate polemiche anche per quanto sta accadendo nel rione Pilastro, al centro di un presidio contro il cantiere del nascente Museo dei bambini, sgomberato proprio questa mattina dalle forze dell’ordine. I manifestanti hanno denunciato un massiccio dispiegamento di agenti: «Duecento poliziotti davanti a 50 cittadini. Siamo come nel '77». «La mia forza politica è sempre stata avversa al ddl sicurezza ma se vogliamo uscire dalla polarizzazione che si è creata, è nostro dovere uscire da slogan e semplificazione», ha replicato la vicesindaca.
Attimi di tensione (il video qui) che hanno costretto Clancy ad allontanarsi, non prima però di aver deposto i fiori: «Sono cresciuta in via Mascarella, venivo alla commemorazione anche da semplice cittadina ma ritengo fondamentale che il Comune onori la sua memoria. Il paragone tra l’omicidio Lorusso e gli scontri per il Muba al Pilastro lo trovo un oltraggio a Francesco».
Mauro Collina, consigliere del quartiere Navile, ha ricordato Lorusso immaginando la vita che avrebbe potuto vivere: «Si sarebbe laureato in medicina, sarebbe diventato un medico del lavoro e avrebbe partecipato alle lotte studentesche. Questa possibilità, questa vita, gli è stata tolta barbaramente da uno Stato che non ha riconosciuto nessun colpevole». Il carabiniere che sparò alla fine fu scagionato in appello: la corte ritenne legittima la sua condotta.