accoglienza
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, parlando ai giornalisti in un evento pubblico (foto Ansa)
«La destra nazionale taglia i fondi per l'accoglienza, vuole riproporre ricette fallite come i Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) e soffia sul fuoco dell'odio spingendo l'islamofobia». Così sui social Matteo Lepore in una dura critica delle politiche migratorie del governo di Giorgia Meloni.
Nel post, il sindaco di Bologna ha sottolineando come il Comune e la Città Metropolitana interverranno direttamente per garantire «l'abbonamento dell'autobus per i migranti dei Centri di accoglienza statali che frequentano i corsi», qualora lo Stato non dovesse assicurarne la copertura per permettere loro di frequentare le scuole di italiano. Lepore ha inoltre ricordato l'inaugurazione, avvenuta insieme all'arcivescovo Matteo Zuppi (presidente della Cei), di «un centro diurno per minori stranieri non accompagnati», definendo tali luoghi necessari «come l'ossigeno» a fronte di una politica nazionale che giudica puramente ideologica e inefficace. Inaugurato ieri, il centro Karé ("piazza" in aramaico) di via Pontevecchio, gestito dalla Cooperativa DoMani, fa parte del progetto Pim (Polo per l'inclusione minorile) e dovrebbe rimanere operativo fino al 2028.
Le dichiarazioni fanno parte di una lunga lettera in cui, citando gli omicidi di Francesco Lorusso (di cui oggi cade l'anniversario della sua morte) e Marco Biagi, il sindaco ha ammonito i cittadini sulla fragilità della democrazia, facendo un appello alla «Bologna non violenta e democratica» di ritrovare «il suo orgoglio». Nel post si è inoltre soffermato sul progetto del Museo dei bambini al Pilastro («un progetto rivolto alla città oggetto di scontri e violenza» in un contesto globale già teso) e i cantieri del tram («Mi prenderò le critiche perché ci sono i cantieri e i conseguenti disagi, ma un sindaco questo lo deve fare»).